Olivia OrasOlivia Oras

Olivia Oras muore prima dell’intervento estetico

Olivia Oras, influencer e content creator finlandese, è morta il 3 settembre a 27 anni dopo aver perso conoscenza mentre si trovava sotto anestesia in una clinica privata di Helsinki.

Secondo quanto riferito dai genitori, l’intervento di chirurgia estetica non sarebbe ancora iniziato quando la giovane ha avuto il malore. È stata trasferita d’urgenza all’ospedale universitario di Helsinki, dove è stata successivamente dichiarata morta.

La famiglia ha presentato una denuncia alla polizia per chiarire le circostanze del decesso.

La polizia di Helsinki indaga per omicidio colposo aggravato

Il dipartimento di polizia di Helsinki ha confermato di aver avviato un’indagine sulla morte di Oras. La richiesta di accertamenti sarebbe stata presentata dalla famiglia tre giorni prima dell’annuncio ufficiale dell’apertura dell’inchiesta.

Gli investigatori stanno procedendo con un’indagine per omicidio colposo aggravato. Al momento, però, il caso si trova nelle fasi iniziali e non risultano arresti.

La polizia ha precisato che non ci sono ulteriori informazioni da rendere pubbliche in questa fase. Anche la famiglia, attraverso un proprio portavoce, ha confermato il decesso definendolo la conseguenza di un intervento di chirurgia estetica andato male.

La notorietà arrivata da adolescente

Olivia Oras aveva iniziato a costruire la propria presenza sui social quando aveva appena 14 anni, raggiungendo in breve tempo una certa notorietà in Finlandia.

Nel 2016 era stata protagonista del documentario The Perfect Selfie, che aveva seguito per circa un anno e mezzo la sua vita e il rapporto con Instagram, con i suoi follower e con la crescente attenzione ricevuta online.

L’esposizione mediatica, tuttavia, aveva avuto anche conseguenze difficili da gestire. Dopo l’uscita del documentario, Oras aveva raccontato di aver sviluppato una forte ansia e aveva deciso di chiudere i propri account sui social.

Il trasferimento ad Amsterdam e il ritorno in Finlandia

Nel 2017 Olivia Oras si era trasferita ad Amsterdam, dove aveva iniziato a lavorare in un bar e progettava di iscriversi all’università.

Durante quel periodo aveva però assistito al suicidio di un’amica, un’esperienza che, come aveva raccontato in un’intervista del 2024 al quotidiano finlandese Ilta-Sanomat, aveva avuto un impatto profondo sulla sua vita.

«Stavo semplicemente costruendo la vita dei miei sogni, ma ora vedevo quello che succedeva ripetersi continuamente nei miei occhi», aveva ricordato.

Dopo il ritorno a Helsinki aveva affrontato anche un periodo segnato dalla dipendenza da sonniferi e alcol, arrivando nel 2022 a trascorrere un mese in una struttura per la disintossicazione.

L’impegno nella ricerca sulle malattie polmonari

Negli ultimi anni Oras aveva intrapreso un percorso professionale lontano dalla sola attività sui social.

Aveva fondato Oras Respiratus Ry, organizzazione senza scopo di lucro impegnata nel sostegno alla ricerca sulle malattie polmonari, dopo la diagnosi di fibrosi polmonare ricevuta dal padre.

Aveva inoltre lavorato nel settore tecnologico, ricoprendo il ruolo di responsabile della community per Ikon AI, una start-up di intelligenza artificiale, e quello di responsabile marketing per PALL0 by Ai2Ai, realtà attiva nel settore della tecnologia applicata al benessere.

La sua morte, avvenuta a soli 27 anni, è ora al centro di un’inchiesta che dovrà chiarire cosa sia accaduto nella clinica privata di Helsinki prima del trasferimento in ospedale.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *