Funerali famiglia Pietralata, le tre bare nella chiesa di Colle Salario
Sono cominciati alle 11 di sabato 12 settembre, nella parrocchia San Giovanni della Croce di via Apecchio 4, in zona Colle Salario a Roma, i funerali di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della loro figlia Bianca, 5 anni, la famiglia morta il 31 agosto nella propria abitazione di via dell’Antracite, nel quartiere di Pietralata.
Le tre bare sono state portate all’interno della chiesa con largo anticipo rispetto all’inizio della funzione. Davanti all’altare è stata collocata la stessa fotografia della famiglia, con Luca e Valentina insieme alla loro bambina: per i genitori una cornice di legno, mentre per Bianca è stata scelta una cornice bianca.
Una celebrazione segnata dal dolore, ma anche dalle parole pronunciate dal sacerdote, che ha invitato i presenti a non lasciare che la tragedia si trasformi in disperazione.
Il sacerdote: «Dobbiamo trasformare il dolore in speranza»
«Umanamente parlando non ci sono parole per descrivere il momento che stiamo vivendo», ha detto durante l’omelia don Leonardo Emmi, sottolineando come qualsiasi parola possa apparire «superflua» o «inutile».
Il sacerdote ha quindi indicato nella speranza la strada da seguire: «Noi vogliamo trasformare questo momento di dolore in un momento di speranza».
Richiamando le letture della celebrazione, il parroco ha ricordato: «Dio non è il Dio della morte, Dio è il Dio della vita e noi siamo chiamati a credere pienamente nella risurrezione».
Un passaggio particolarmente intenso è stato quello dedicato all’amore che aveva unito Luca e Valentina alla loro figlia. «Non abbiamo qui tre corpi, tre cadaveri, ma pensiamo un pochino all’amore che ha spinto Luca e Valentina a vivere in pienezza quella relazione insieme con la loro piccola Bianca», ha detto don Emmi.
«Dobbiamo rialzarci e guardare la vita con occhi diversi»
Durante l’omelia sono state ricordate anche le tante domande rimaste senza risposta dopo la tragedia. Il sacerdote ha invitato la comunità a non fermarsi ai «perché», perché, ha spiegato, «se andiamo avanti con i nostri perché subentra la disperazione».
Da qui l’appello a trasformare quanto accaduto in un’occasione per riscoprire responsabilità, attenzione e solidarietà verso chi soffre.
«Oggi non riusciamo più a scorgere le gioie e le ansie di chi ci sta accanto», ha osservato il sacerdote, chiedendo ai presenti di guardare la vita «con occhi diversi, con più responsabilità, con più amore».
E ancora: «La speranza è Cristo. Allora dobbiamo rialzarci da queste situazioni che siamo chiamati a vivere».
Il vescovo ausiliare che ha presieduto la celebrazione ha invece invitato i presenti a trovare la forza, richiamando il Salmo 22: «Troviamo la forza con Gesù di uscire dalla valle dell’ombra della morte».
Il ricordo della sorella di Luca per la piccola Bianca
Al termine della celebrazione è stato il momento dei ricordi personali. Particolarmente commoventi sono state le parole pronunciate dalla sorella di Luca Abbasciano per la nipotina Bianca.
«Abbiamo pianto quando ci hanno detto che per te tutto sarebbe stato in salita, ma poi qualche volta ci illuminavi con questi visi incredibili», ha ricordato.
Poi il riferimento all’amore dei genitori e a quel gesto che resterà nella memoria della famiglia: «La manina che scandiva così bene col tuo ciao ciao rimarrà sempre quel ricordo immenso che vivrà sempre con noi».
Infine le parole dedicate direttamente alla bambina: «Tu sei stata e rimarrai la nostra Bianca, la nostra Bibi».
«La vostra famiglia era luminosa e piena d’amore», ha aggiunto la sorella di Luca.
La collega di Valentina: «La tua risata coinvolgente e contagiosa»
Anche una collega di Valentina Pambianco ha voluto ricordarla durante la cerimonia, rivolgendole parole di affetto e vicinanza.
«Cara Vale, il tuo, il vostro gesto estremo ai nostri occhi non dice niente di voi e non giudica le persone che siete», ha detto, ricordando la donna conosciuta sul posto di lavoro come solare, allegra e spontanea.
«La tua voce inconfondibile, la tua risata coinvolgente e contagiosa», ha aggiunto la collega, prima di ricordare anche Luca attraverso i racconti di Valentina: «Luca è stato un ragazzo, buono, premuroso, gentile, disponibile per chiunque».
Nella chiesa di San Giovanni della Croce l’ultimo saluto a Luca, Valentina e Bianca si è così trasformato in un momento nel quale familiari, amici e comunità hanno provato a dare un significato al dolore, custodendo soprattutto il ricordo della famiglia e dell’amore che la legava.

