Noemi ImpellizzeriNoemi Impellizzeri

L’amica della giovane mamma trovata morta a Riposto sostiene di conoscere la persona che potrebbe averle fatto del male

La morte di Noemi Impellizzeri potrebbe avere un elemento ancora da chiarire che l’amica Francesca considera decisivo. Intervenuta a Ore 14, su Rai 2, la donna ha raccontato di sospettare di un’altra persona, diversa dall’unico indagato Tony Proietto, descrivendola come «inquietante» e sostenendo che la giovane mamma avrebbe vissuto nei suoi confronti una situazione di soggezione.

È questo il passaggio che riaccende l’attenzione sul caso della 49enne trovata morta il 23 agosto nella sua abitazione di via Circumvallazione, a Riposto, nel Catanese.

Francesca non ha fatto il nome della persona alla quale si riferisce. Ha scelto di chiamarla «Mister X» e ha detto di conoscerla.

«Credo di sapere chi sia l’assassino», ha affermato durante il collegamento televisivo. Poi ha aggiunto: «Noemi viveva una situazione di soggezione, lei frequentava una persona inquietante».

Si tratta, al momento, delle dichiarazioni e dei sospetti dell’amica, che non equivalgono all’individuazione investigativa di un responsabile.

Chi è la persona indicata dall’amica

Il punto centrale del racconto di Francesca è proprio il riferimento a questa persona che Noemi avrebbe frequentato.

«Il paese è piccolo, la gente parla, abbiamo visto chi frequentava», ha detto l’amica, sostenendo che la giovane avrebbe vissuto una condizione di soggezione nei confronti di quell’uomo.

Francesca dice di avere sospetti precisi e arriva a sostenere che la persona alla quale pensa potrebbe aver fatto del male a Noemi.

«Penso che possa averle fatto del male», ha detto.

Ma non vuole pronunciare pubblicamente il nome.

«Non voglio dire il nome, chiamiamolo Mister X».

La stessa Francesca ha poi rivolto un messaggio diretto alla persona che dice di conoscere.

«Spero che quest’uomo mi stia guardando. So chi è, lo conosco».

E ancora: «Gli vorrei dire che ha le ore contate, Noemi avrà giustizia ed è giusto che riposi in pace».

«Ha le ore contate»: cosa sostiene Francesca

Le parole dell’amica sono particolarmente nette. Secondo la sua convinzione, gli accertamenti investigativi potrebbero portare a individuare la persona che ha in mente.

«Secondo me ha le ore contate», ha detto, aggiungendo: «Non capisco perché non si va a costituire».

Nel suo ragionamento Francesca richiama anche l’attività degli investigatori: «Sono venuti i Ris, non si scappa».

Non spiega però quale sarebbe, secondo lei, il movente dell’eventuale omicidio.

«Non so perché avrebbe potuto ucciderla», ha ammesso.

Poi un’altra frase riferita alla persona che indica come «Mister X»: «L’ira di quest’uomo si commenta da sola, è follia».

Sono affermazioni che dovranno essere eventualmente confrontate con gli elementi raccolti dagli investigatori e con gli esiti degli accertamenti sul caso.

Tony Proietto resta l’unico indagato

Nel frattempo, sul piano giudiziario, l’unico indagato per omicidio volontario resta Tony Proietto, amico di Noemi Impellizzeri.

Francesca, però, non ritiene che sia lui il responsabile della morte della giovane.

Il giudizio dell’amica sul suo comportamento riguarda soprattutto la gestione delle ore successive alla scoperta del corpo.

«Ha sbagliato a non chiamare subito le forze dell’ordine», ha detto.

Ma subito dopo ha escluso il suo coinvolgimento: «Non è stato lui».

Il riferimento a un’altra persona costituisce quindi la parte più delicata della testimonianza televisiva di Francesca, perché introduce pubblicamente un nome che però non viene pronunciato e una pista che, sulla base del materiale disponibile, non risulta formalmente attribuita dagli investigatori.

Il dettaglio delle mutandine e l’attesa dell’autopsia

C’è poi un altro particolare sul quale Francesca si sofferma durante il collegamento.

La giovane mamma è stata trovata in mutandine.

Per l’amica è un elemento che merita di essere chiarito attraverso gli accertamenti medico-legali.

«Sto aspettando l’autopsia, un approccio? Spero di sbagliarmi, ma lei non stava mai in abbigliamento intimo, neanche con 40 gradi», ha raccontato.

Francesca collega quindi quel dettaglio alle abitudini personali di Noemi, senza però trasformarlo in una certezza su ciò che sarebbe accaduto prima della morte.

L’autopsia viene indicata dalla stessa amica come un passaggio importante per comprendere meglio la vicenda.

«Era solare, però fragile»: il racconto dell’amica

Francesca ha parlato di Noemi con grande commozione, arrivando a scoppiare in lacrime durante il racconto.

«Era una ragazza solare, però fragile», ha detto.

Ha inoltre riferito di essere stata sentita nei giorni scorsi dai carabinieri e ha richiamato la testimonianza di una vicina di casa, che avrebbe visto Noemi sorridente la mattina di sabato, poche ore prima della tragedia.

Secondo Francesca, questo elemento rappresenterebbe un aspetto da mettere in relazione con quanto accaduto successivamente.

L’amica ha inoltre parlato di un clima particolare a Riposto, sostenendo che «il paese è piccolo» e che «la gente parla».

Ha collegato questo clima anche alla partecipazione ai funerali di Noemi, che a suo giudizio sarebbe stata inferiore alle aspettative.

Cosa può succedere adesso nell’inchiesta

Il punto da verificare sarà se quanto riferito da Francesca possa trovare riscontri concreti negli accertamenti investigativi.

La donna sostiene di conoscere una persona che ritiene possa avere avuto un ruolo nella morte di Noemi, ma non ne ha rivelato pubblicamente l’identità. Per ora, quindi, non c’è nel materiale fornito alcuna conferma che “Mister X” sia stato formalmente individuato dagli investigatori come sospettato.

Resta invece confermato il dato giudiziario già noto: Tony Proietto è l’unico indagato.

A questo si aggiungono gli accertamenti sul luogo del ritrovamento, l’attività dei Ris e soprattutto gli esami medico-legali che Francesca stessa attende per comprendere meglio le circostanze della morte.

La sua testimonianza, dunque, non chiude il cerchio, ma porta sotto i riflettori una domanda precisa: chi è la persona «inquietante» di cui parla l’amica e perché Noemi, secondo il suo racconto, avrebbe vissuto nei suoi confronti una situazione di soggezione?

È su questo interrogativo che ora si concentra gran parte dell’attenzione sul caso di Riposto.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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