Il bambino è stato trasportato all'ospedale di Treviso nel tentativo disperato di salvarloIl bambino è stato trasportato all'ospedale di Treviso nel tentativo disperato di salvarlo

Lo aveva messo a letto, poi il controllo nella cameretta

Lo aveva appena messo a letto. Poi si era spostata in un’altra stanza insieme alla sorella di 13 anni del bambino. Poco dopo lo aveva ancora sentito piangere, come poteva accadere durante una normale notte. Quando però è tornata nella cameretta per controllare che fosse tutto a posto, si è trovata davanti a una scena che non dimenticherà mai: il piccolo era diventato blu e non respirava.

È una tragedia quella avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì a Mogliano Veneto, nel Trevigiano, dove un bambino di appena un anno è morto dopo un improvviso arresto cardiocircolatorio. A trovarlo è stata la babysitter di 21 anni, che in quel momento era l’unica adulta presente nell’abitazione.

La giovane ha immediatamente lanciato l’allarme e, guidata telefonicamente dai sanitari del 118, ha cercato di rianimarlo. Una circostanza che rende ancora più drammatica la sua posizione: la 21enne, che sta per laurearsi in Infermieristica, conosce infatti le manovre di rianimazione.

La corsa contro il tempo e le lunghe manovre in ospedale

L’allarme al Suem 118 della Marca è scattato poco dopo la mezzanotte, quando i familiari sono stati informati di quanto stava accadendo.

I soccorritori sono arrivati rapidamente nell’abitazione e hanno trovato il bambino in arresto cardiaco. Le manovre rianimatorie sono proseguite sul posto, insieme all’intubazione, prima del trasferimento d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

In ospedale medici, anestesisti e pediatri hanno continuato a lungo a tentare di salvargli la vita. Una lotta contro il tempo che, purtroppo, si è conclusa nel peggiore dei modi.

Intorno all’1.30, i medici hanno dovuto constatare il decesso del piccolo.

L’autopsia dovrà spiegare una morte improvvisa

Il bambino, secondo quanto ricostruito, non aveva patologie pregresse diagnosticate. Proprio per questo sarà l’autopsia, già disposta dall’autorità giudiziaria, a dover fornire le prime risposte sulla causa dell’arresto cardiocircolatorio.

L’obiettivo degli accertamenti sarà capire che cosa sia accaduto nelle ore e nei minuti precedenti al malore e se esista una spiegazione medica per una morte arrivata così improvvisamente.

La Procura ha aperto un’inchiesta, affidata alla pm Gabriella Cama.

La babysitter indagata: «Un atto dovuto»

Nel registro degli indagati è stata iscritta la babysitter di 21 anni con l’ipotesi di omicidio colposo.

La sua legale, l’avvocata Lisa Caldato, chiarisce però che l’iscrizione rappresenta un passaggio legato agli accertamenti e alla posizione della ragazza, essendo lei l’unica adulta presente in casa al momento della tragedia.

«È una grandissima tragedia in primis per la famiglia, ma anche per la ragazza che stava facendo la babysitter», ha spiegato la legale, auspicando che gli esami possano chiarire la natura della morte del piccolo a Mogliano Veneto.

«Mi auguro che l’autopsia possa confermare che si tratta di una morte bianca», ha aggiunto Caldato.

La 21enne, secondo quanto riferito dalla sua avvocata, è sconvolta e non riesce a spiegarsi che cosa possa essere successo.

Un rapporto con la famiglia che va oltre il lavoro

C’è poi un elemento umano che rende ancora più dolorosa la vicenda.

La ragazza non era una babysitter occasionale per una famiglia sconosciuta. I genitori del bambino la conoscono da quando è nata e tra loro esiste, secondo la legale, un rapporto di amicizia molto forte.

«I familiari conoscono la ragazza da quando è nata, c’è un rapporto di amicizia fortissimo», ha spiegato Caldato.

Un legame che va oltre il semplice rapporto professionale e che ora si trova travolto da una tragedia difficile anche solo da comprendere.

Gli accertamenti della Procura dovranno ricostruire ogni momento della notte e, soprattutto, stabilire che cosa abbia provocato l’arresto cardiaco del bambino. L’autopsia sarà il primo passaggio per cercare una risposta.


Di Redazione

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