«Ti uccido oggi»: dopo anni di presunte violenze e minacce, un 44enne è finito in carcere
«Tu muori prima di me oggi, vengo là e ti uccido». Poi la minaccia agghiacciante: «O la benzina a te o la benzina a tua madre». Parole che, secondo gli atti dell’inchiesta, avrebbero preceduto l’ultimo episodio di una lunga storia di presunti maltrattamenti. A Bari, un uomo di 44 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato con le accuse di tentato femminicidio e maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie.
La mattina del 9 ottobre l’uomo avrebbe raggiunto la donna nell’albergo di famiglia nel centro cittadino, dove lei vive e lavora. In una stanza della struttura, secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza cautelare, le avrebbe spruzzato alcol sul viso, sulla testa e sulla parte superiore del corpo, minacciando di incendiarla. Poi avrebbe cercato un accendino per appiccare il fuoco.
A documentare quei momenti ci sarebbero le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite agli atti dell’indagine coordinata dalla Procura di Bari. La donna è riuscita a salvarsi, riportando conseguenze fisiche non gravi, ma la vicenda ha portato gli investigatori a ricostruire anche gli anni precedenti della relazione.
L’aggressione ripresa dalle telecamere
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima avrebbe cercato di arretrare mentre l’ex marito la costringeva in un angolo della stanza, senza lasciarle una via di fuga. Nei filmati, descritti nell’ordinanza, l’uomo le avrebbe versato addosso il liquido infiammabile, pronunciando la frase «ti accendo».
Dopo una discussione, il 44enne avrebbe iniziato a cercare freneticamente un accendino. La donna avrebbe provato a respingerlo per allontanarlo. Una volta trovato l’oggetto, l’uomo si sarebbe chinato verso il pavimento, dove era finito parte dell’alcol, nel tentativo di innescare le fiamme.
La sequenza sarebbe stata interrotta quando l’accendino si sarebbe spento o gli sarebbe sfuggito di mano. La donna avrebbe continuato a reagire, mentre l’uomo, dopo essersi rialzato, le avrebbe lanciato contro l’accendino spento prima di lasciare la stanza.
Subito dopo, secondo gli atti, la vittima, in preda alla disperazione, avrebbe raccolto l’accendino e si sarebbe provocata una bruciatura al braccio. Nei filmati si vedrebbero la felpa prendere fuoco e le fiamme raggiungere anche i capelli. La donna si sarebbe quindi tolta gli indumenti incendiati e, con l’aiuto della sorella arrivata in quei momenti, sarebbe riuscita a spegnere il fuoco mettendo la testa sotto l’acqua.
Nonostante l’esito fisico non grave, la donna avrebbe raccontato dettagliatamente l’accaduto agli investigatori, presentando una denuncia che, nel giro di pochi giorni, ha portato all’arresto dell’ex marito.
Sedici anni di presunti maltrattamenti
L’episodio del 9 ottobre sarebbe soltanto l’ultimo di una serie di comportamenti violenti e intimidatori che la vittima colloca almeno a partire dal 2010. Il suo racconto, insieme a documentazione medica relativa a precedenti episodi, avrebbe consentito agli investigatori di ricostruire un quadro di presunte vessazioni protratte nel tempo.
La donna avrebbe riferito di essere stata insultata quasi quotidianamente, controllata attraverso il telefono e i social network e ostacolata nei rapporti con le amiche. In almeno due occasioni, risalenti al 2012, sarebbe stata anche aggredita fisicamente.
In uno degli episodi denunciati, l’uomo l’avrebbe afferrata per i capelli mentre si trovavano in auto, sbattendole il viso contro il proprio ginocchio e provocandole una lesione a un occhio.
Circa quattordici anni fa la donna aveva presentato una denuncia, poi ritirata. Secondo la ricostruzione investigativa, le presunte vessazioni sarebbero proseguite durante il matrimonio e anche dopo la separazione, talvolta in presenza dei due figli della coppia, oggi di 16 e 10 anni.
«Mi ha reso la vita un inferno, mi distruggeva mentalmente», avrebbe raccontato la vittima agli agenti, descrivendo il peso psicologico di una relazione segnata, secondo la sua versione, da paura, umiliazioni e aggressioni.
La gip: «Pericolosità elevatissima»
A convincere la magistratura della necessità della custodia cautelare in carcere sarebbe stata anche la gravità dell’ultimo episodio, preceduto da messaggi minatori e seguito da un’aggressione documentata dalle telecamere.
Nell’ordinanza, la gip Valeria Isabella Valenzi descrive una «pericolosità elevatissima» e un’«incontenibile determinazione aggressiva», evidenziando il rischio di «conseguenze irreparabili». Valutazioni che hanno portato alla misura più restrittiva nei confronti del 44enne.
L’uomo è accusato di tentato femminicidio e maltrattamenti: le contestazioni dovranno essere vagliate nel corso del procedimento giudiziario e la sua responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti.
Per la donna, intanto, la denuncia ha consentito di portare all’attenzione degli investigatori non soltanto l’aggressione più recente, ma anche il quadro di presunte violenze che, secondo il suo racconto, avrebbe segnato per anni la vita familiare.

