Lo scooter del 30enne morto sul ponte CrepaxLo scooter del 30enne morto sul ponte Crepax

La tragedia sul ponte Crepax: secondo una prima ricostruzione, un taxi avrebbe frenato per evitare l’impatto con il mezzo di soccorso

Un sorpasso, una frenata improvvisa e uno schianto che si è trasformato in tragedia. Fabrizio Cesare Acerni, 30 anni, è morto dopo essere rimasto coinvolto in un incidente sul ponte Crepax, a Milano. Il giovane era stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale Niguarda nel pomeriggio di lunedì 26 ottobre, ma è deceduto durante la notte tra lunedì e martedì.

L’incidente, avvenuto intorno alle 16.30-17.30 secondo le diverse ricostruzioni disponibili, è al centro degli accertamenti della polizia locale. La dinamica dovrà essere chiarita definitivamente, così come le responsabilità dei conducenti dei mezzi coinvolti.

La manovra dell’ambulanza e la frenata del taxi

Secondo una prima ricostruzione degli agenti, il mezzo di soccorso avrebbe sorpassato un autobus mentre percorreva il tratto del ponte Crepax che collega viale Cassala a viale Troya, nella zona di San Cristoforo.

In base alle informazioni diffuse, l’ambulanza non sarebbe stata impegnata in un intervento di emergenza e non avrebbe avuto sirene e lampeggianti attivati. La manovra avrebbe costretto il conducente di un taxi, che procedeva nella direzione opposta, a frenare bruscamente per evitare uno scontro frontale.

Alle spalle dell’auto viaggiava lo scooter condotto da Acerni. Il trentenne non sarebbe riuscito a evitare il tamponamento: dopo l’impatto è caduto sull’asfalto e sarebbe stato successivamente urtato dall’ambulanza. Una sequenza drammatica che gli ha provocato lesioni gravissime.

La corsa al Niguarda non è bastata

I soccorritori sono intervenuti sul posto e hanno trasferito il motociclista in codice rosso all’ospedale Niguarda. Fin dall’arrivo le condizioni del giovane sono apparse estremamente serie, ma i traumi riportati nell’incidente si sono rivelati fatali.

La notizia della morte è arrivata nelle ore successive, trasformando lo schianto in un nuovo caso destinato a sollevare interrogativi sulla sicurezza stradale e sulla condotta dei mezzi coinvolti.

Accertamenti sulla dinamica e sulle responsabilità

Sul ponte sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Milano, impegnati nei rilievi per ricostruire le traiettorie dei veicoli e stabilire con precisione la successione degli eventi.

Gli investigatori dovranno verificare le condizioni in cui è avvenuto il sorpasso, la posizione dei mezzi al momento della frenata e le circostanze in cui il motociclista è stato urtato dopo la caduta. Gli ulteriori accertamenti tecnici potranno contribuire a chiarire i punti d’impatto e le eventuali responsabilità.

È inoltre previsto l’approfondimento medico-legale sulle cause del decesso. La ricostruzione resta al vaglio degli inquirenti e sarà necessario attendere gli esiti delle verifiche prima di attribuire eventuali responsabilità.

Milano, sale a 27 il numero delle vittime della strada

Con la morte di Fabrizio Cesare Acerni, salgono a 27 le vittime della strada a Milano dall’inizio del 2026, secondo il conteggio riportato nelle ricostruzioni dell’incidente.

Poco più di una settimana prima, il 18 ottobre, aveva perso la vita Nicolas Avvenimenti, rimasto coinvolto in uno scontro tra la sua bicicletta elettrica e un’auto in via Trilussa, nel quartiere di Quarto Oggiaro.

Due tragedie ravvicinate che riportano l’attenzione sui rischi della circolazione urbana. Per Acerni, invece, resta il dolore per una vita spezzata a soli 30 anni, mentre gli accertamenti sullo schianto del ponte Crepax dovranno fare piena luce su quanto accaduto.

Di Redazione

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