Aveva 32 anni, era originaria di Andria e si era laureata quasi al traguardo in Medicina
Dalle passerelle di Miss Italia alle missioni umanitarie, sempre con un obiettivo: aiutare gli altri. Laura Procacci, 32 anni, è una delle quattro vittime italiane del tragico incidente in elicottero avvenuto in Bosnia-Erzegovina. Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, originaria di Andria, aveva partecipato nel 2012 alle finali del concorso di bellezza prima di intraprendere un percorso professionale e umano profondamente legato al mondo del soccorso sanitario.
La sua morte ha suscitato profondo cordoglio nelle comunità di Andria e Canosa di Puglia, dove aveva lasciato un ricordo importante grazie al volontariato e all’impegno al servizio del prossimo. Aveva soltanto 32 anni e davanti a sé ancora tanti progetti, a cominciare dal percorso universitario in Medicina e Chirurgia alla Sapienza di Roma, dove era laureanda.
Dalle finali di Miss Italia alla Croce Rossa
Il percorso di Laura Procacci aveva attraversato esperienze molto diverse. Nel 2012 aveva raggiunto le finali di Miss Italia, quando era ancora giovanissima. Negli anni successivi aveva maturato una forte vocazione per il volontariato e l’assistenza sanitaria, trasformando la disponibilità verso gli altri in una scelta concreta.
Si era arruolata nella Croce Rossa Italiana nel maggio 2025, entrando nel IX Centro di Mobilitazione di Roma. Aveva conseguito diverse qualifiche specialistiche: era soccorritrice TSSA, operatrice Mine Risk Education e operatrice Forward Medevac. Una preparazione che, insieme agli studi universitari, le aveva permesso di acquisire competenze nella traumatologia e nella gestione dei pazienti in condizioni critiche.
Prima di partire per la Bosnia aveva completato il percorso specialistico previsto per la missione Eufor-Althea. A luglio, insieme al tenente medico Franco Adriano Zecchillo, aveva conseguito l’abilitazione per gli assetti di evacuazione sanitaria, al termine del 39° Corso Medevac.
Il 2 giugno 2026 aveva inoltre rappresentato il Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana alla rivista militare di via dei Fori Imperiali, a Roma, in occasione della Festa della Repubblica.
Gli anni del Covid e il premio ricevuto a Canosa
Una parte importante della sua vita era stata dedicata anche al servizio sul territorio. Per tre anni Procacci aveva prestato volontariato nella Misericordia di Canosa, condividendo con gli altri operatori anche il periodo più difficile dell’emergenza Covid.
«La sua determinazione, la sua passione, la sua propensione a tendere la mano verso il prossimo, credo siano state le caratteristiche che poi l’hanno formata e l’hanno portata lì dove era, ovvero a essere operatore sanitario volontario in missione di pace all’estero», ha raccontato Marco Tullio Milanese, volontario della Misericordia.
«Con noi ha condiviso forse gli anni più duri, ovvero quelli dell’emergenza Covid, senza fare differenza tra interventi sanitari e interventi sociali», ha aggiunto.
Nel luglio scorso, a Canosa di Puglia, le era stato conferito il premio Dea Ebe. La motivazione del riconoscimento ne aveva messo in evidenza il legame con le proprie origini e la capacità di portare la sua esperienza oltre i confini della città: «Ha fatto della famiglia, della bandiera, dell’amicizia e della fedeltà le sue guide. Il premio Dea Ebe celebra Laura Procacci per aver dimostrato che studiare nel mondo significa portare il mondo a Canosa».
Il cordoglio dei sindaci: «Uno dei fiori della nostra città»
Profondo il dolore delle istituzioni locali. Il sindaco di Canosa, Vito Malcangio, ha ricordato la giovane sergente con un messaggio di cordoglio: «Di fronte a tragedie simili trovare le parole è difficile. Laura amava profondamente il suo lavoro, che svolgeva con passione e impegno. Aiutare gli altri, questa la sua missione, a servizio dello Stato, della collettività».
La sindaca di Andria, Giovanna Bruno, l’ha definita «uno dei fiori della nostra città». La prima cittadina ha sottolineato come le numerose attestazioni di affetto ricevute dopo la notizia della morte dimostrino quanto Procacci avesse saputo lasciare un segno, nonostante la giovane età.
Bruno ha rivolto un «abbraccio affettuoso, silenzioso e rispettoso» ai familiari e a tutte le persone che avevano avuto la fortuna di incontrarla, auspicando che la sua storia possa diventare un riferimento per chi vuole comprendere quanto una vita possa essere spesa a favore degli altri.
Un impegno che Laura Procacci aveva portato fino alla missione internazionale, mettendo le proprie competenze al servizio di chi aveva bisogno di soccorso. È questo il tratto che oggi viene ricordato dalle comunità che l’hanno conosciuta: una giovane donna che aveva scelto di dedicare la propria vita agli altri.

