Il 25enne è deceduto dopo essere finito nel canale a VeneziaIl 25enne è deceduto dopo essere finito nel canale a Venezia

Le grida all’alba e la caduta nel canale: tragedia nel cuore di Venezia

È stato recuperato senza vita nelle prime ore della mattinata di martedì 5 maggio il corpo di un giovane nordafricano di 25 anni, annegato in un canale nel sestiere di San Polo, a Venezia. La tragedia si è consumata attorno alle 5.30, davanti alla caserma della Guardia di Finanza, in una zona centrale ma a quell’ora ancora poco frequentata.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe finito in acqua per cause ancora da chiarire, iniziando a gridare nel tentativo di attirare l’attenzione. Le urla sono state udite da alcuni presenti, che hanno subito cercato di prestare soccorso.


Il tentativo disperato di salvarlo

Tra i primi a intervenire ci sono stati due turisti polacchi, ospiti di una struttura ricettiva nelle vicinanze, accorsi rapidamente in strada. I due, pur non gettandosi in acqua, hanno tentato di aiutare il giovane cercando di tirarlo fuori dal canale, collaborando tra loro in un tentativo disperato che però non ha avuto esito.

Pochi istanti dopo è sopraggiunta anche un’imbarcazione di passaggio, un mototopo, che si è fermata per prestare soccorso. Anche in questo caso, tuttavia, ogni tentativo si è rivelato inutile: il giovane era ormai scomparso sott’acqua.


L’allarme e l’intervento dei soccorsi

L’allarme è scattato poco dopo le 5.20 del mattino, quando sono state segnalate grida provenienti dalla zona di Rio Marin. Sul posto sono intervenuti i carabinieri lagunari con il nucleo Natanti, affiancati dai vigili del fuoco di Venezia, arrivati con due autopompe lagunari dalla sede di Dorsoduro.

Alle operazioni hanno preso parte anche i sommozzatori del nucleo regionale, impegnati nelle ricerche del giovane nel tratto di canale indicato dai testimoni.


Il recupero del corpo

Dopo oltre un’ora di ricerche, intorno alle 7.15, i sommozzatori hanno individuato e recuperato il corpo senza vita del giovane nelle acque antistanti la caserma della Guardia di Finanza di Campo San Polo.

Sul posto erano presenti anche i sanitari del Suem 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.


L’identificazione e i primi accertamenti

Il giovane è stato trovato con addosso i vestiti ma privo di documenti ed è stato identificato come un nordafricano di circa 25 anni. A un primo esame esterno, sul corpo non sarebbero stati riscontrati segni di violenza o percosse.

Gli investigatori ritengono al momento più probabile l’ipotesi di una caduta accidentale, ma restano aperti diversi interrogativi sulle circostanze che hanno portato il giovane a finire in acqua.


Le indagini e il ruolo delle telecamere

Determinanti per chiarire la dinamica saranno le immagini delle telecamere di sorveglianza della caserma della Guardia di Finanza, che avrebbero ripreso l’intera sequenza dell’accaduto.

I carabinieri stanno analizzando i filmati per ricostruire con precisione quanto avvenuto nei minuti precedenti alla caduta, cercando di stabilire se il giovane abbia perso l’equilibrio, sia scivolato o si trovasse in condizioni alterate.


Le ipotesi: malore o stato alterato

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella che il giovane potesse non essere nel pieno delle sue facoltà al momento dell’incidente. Non si esclude che potesse trovarsi sotto l’effetto di alcol o altre sostanze, oppure che abbia avuto un malore prima di cadere nel canale.

Saranno gli accertamenti in corso a chiarire questo aspetto, così come le testimonianze raccolte sul posto.


I testimoni e le difficoltà nelle ricostruzioni

I due turisti polacchi che hanno tentato di soccorrere il giovane sono stati ascoltati dalle forze dell’ordine. L’interrogatorio si è svolto con alcune difficoltà legate alla lingua, dal momento che i due non parlano altre lingue oltre alla propria.

Nonostante ciò, le loro testimonianze sono considerate importanti per ricostruire i momenti immediatamente successivi alla caduta.


Una tragedia che si consuma in pochi minuti

La vicenda si è consumata in un arco di tempo molto breve, lasciando poco margine di intervento ai soccorritori e ai presenti. Il tratto di canale, particolarmente profondo, avrebbe reso ancora più difficoltoso il tentativo di salvataggio.

Un episodio che riporta l’attenzione sui rischi legati alla conformazione della città lagunare, dove canali e rive possono diventare estremamente pericolosi, soprattutto nelle ore notturne o all’alba.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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