“Lividi inspiegabili sui miei gemelli”: il racconto che ha fatto esplodere il caso
“Come hanno fatto a procurarsi quei lividi, se sul pavimento dell’asilo ci sono i tappeti?”. È il dubbio ossessivo che ha tolto il sonno a una madre di Benevento, uno dei circa trenta genitori riuniti davanti all’asilo nido finito al centro di un’inchiesta per presunti maltrattamenti su bambini tra i dieci mesi e i tre anni.
Il racconto all’Adnkronos è un pugno nello stomaco: lividi sospetti, bambini che rifiutano le cinture del passeggino, comportamenti aggressivi tra coetanei. Indizi che, col senno di poi, assumono un significato inquietante. “Temo che anche i miei figli siano stati vittime. È un incubo”, confessa la donna, ringraziando chi ha avuto il coraggio di denunciare.
L’ordinanza del gip: cinque maestre indagate per maltrattamenti
La Procura di Benevento, coordinando le indagini dei carabinieri, ha ottenuto dal gip un’ordinanza cautelare con il divieto di dimora per cinque insegnanti, accusate di concorso in maltrattamenti aggravati su minori. Tra loro tre suore (due del Madagascar e una filippina) e due educatrici laiche.
Secondo gli investigatori, i bambini sarebbero stati picchiati e immobilizzati nei passeggini, con metodi che configurano violenze fisiche e psicologiche. L’asilo è stato ribattezzato dai genitori “l’asilo degli orrori”, un’etichetta che racconta più di mille comunicati ufficiali.
Le immagini choc e la denuncia della tirocinante
Le indagini sono partite dalla denuncia di una tirocinante del servizio civile, che avrebbe documentato i presunti maltrattamenti con foto e video. Un gesto di whistleblowing che i genitori definiscono eroico: “Dobbiamo ringraziarla, altrimenti non avremmo mai saputo nulla”.
Le immagini, ora agli atti dell’inchiesta, avrebbero mostrato scene di violenza incompatibili con qualsiasi standard educativo. Un materiale che ha portato la magistratura ad agire con rapidità e durezza.
Bambini traumatizzati? Il sospetto dei genitori
Anche se non tutti i piccoli compaiono nei video, molti genitori temono che i loro figli abbiano comunque subito conseguenze psicologiche. “Sono aggressivi tra loro, avranno visto le violenze”, racconta una madre, già proiettata verso un percorso di supporto psicologico.
Altri genitori sollevano dubbi sulle abitudini alimentari: “A scuola dicevano che mangiavano tutto, ma a casa facevano un pasto completo. Evidentemente non mangiavano”. Piccoli segnali che oggi assumono un valore drammatico.
Il sindaco Mastella: “Se confermato, è uno schifo inaccettabile”
Il sindaco Clemente Mastella è intervenuto con parole durissime: “Se i fatti saranno confermati, è qualcosa di scandaloso e inaccettabile. Per me, da cattolico, è inconcepibile che delle suore possano aver fatto una cosa del genere”.
Mastella ha annunciato la chiusura dell’asilo per almeno una settimana e l’avvio di un tavolo con le famiglie per trovare soluzioni alternative, coinvolgendo asili pubblici e privati. “I bambini hanno già pagato abbastanza”, ha dichiarato, promettendo supporto totale.
Scuole cattoliche e fiducia tradita: il rischio generalizzazione
Il sindaco ha anche invitato a non generalizzare: l’educazione cattolica, ha ricordato, rappresenta un presidio pedagogico importante e molte scuole religiose suppliscono alle carenze del sistema pubblico. Ma il caso di Benevento riaccende una questione strutturale: asili e Rsa restano luoghi ad alto rischio per abusi sui più fragili.
Un paradosso inquietante: istituzioni nate per proteggere diventano, talvolta, teatro di violenza.
Cosa succede ora: indagini, sospensione e soluzioni alternative
La magistratura dovrà accertare le responsabilità individuali, verificare le procedure interne e valutare il quadro probatorio. Nel frattempo, la scuola resta chiusa e le famiglie chiedono certezze, giustizia e soprattutto sicurezza per i loro figli.
Il Comune sta cercando soluzioni logistiche per i bambini rimasti senza nido, mentre la città vive un trauma collettivo. L’asilo degli orrori è già diventato un caso nazionale, simbolo di una fiducia spezzata.

