I resti del veicoloI resti del veicolo

Brčko, a bordo del CH-47 c’erano 15 italiani, il cherosene riversato vicino al relitto ha fatto scattare l’allarme tra i soccorritori

È salito a quattro morti il bilancio dello schianto dell’elicottero militare italiano precipitato in Bosnia-Erzegovina nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre. Il velivolo, un CH-47 dell’Esercito impegnato nella missione europea Eufor Althea, è caduto nella zona di Brčko, nel nord-est del Paese. Secondo quanto riferito dall’agenzia bosniaca Fena, che cita l’ospedale locale, il numero delle vittime è aumentato dopo il decesso di un’altra persona.

La tragedia si è verificata durante un’attività definita di routine. Le cause dello schianto non sono ancora state accertate e le autorità hanno avviato un’indagine per ricostruire la dinamica dell’incidente e chiarire che cosa sia accaduto nei momenti precedenti alla caduta.

Secondo quanto dichiarato dall’ambasciatrice italiana in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, a bordo si trovavano complessivamente 15 persone italiane. Le informazioni sul bilancio e sulle condizioni dei coinvolti sono arrivate nel corso del pomeriggio attraverso fonti locali e aggiornamenti delle autorità.

Le testimonianze prima dello schianto: «L’elicottero ruotava in aria»

Tra gli elementi da verificare ci sono le testimonianze raccolte sul posto. Alcuni testimoni oculari avrebbero visto il velivolo volare a bassa quota ed effettuare diverse virate prima di precipitare. Altri hanno riferito che l’elicottero avrebbe iniziato a ruotare in aria poco prima dell’impatto.

Si tratta di racconti che dovranno essere confrontati con gli accertamenti tecnici. Al momento non è possibile stabilire se queste manovre siano collegate alla causa dell’incidente: la ricostruzione ufficiale resta affidata agli investigatori.

I soccorritori sono intervenuti nella zona dello schianto insieme a vigili del fuoco, protezione civile e personale sanitario. Le operazioni si sono concentrate sull’assistenza ai feriti, sul recupero delle vittime e sulla messa in sicurezza dell’area.

Particolare attenzione è stata riservata anche al rischio di incendio. Secondo quanto riferito dal sindaco di Brčko, Siniša Milić, una quantità significativa di cherosene si sarebbe riversata nelle vicinanze del velivolo. Per questo motivo, le squadre dei vigili del fuoco sarebbero rimaste sul posto anche durante la notte, così da prevenire eventuali incendi o esplosioni.

La Difesa conferma lo schianto: «Cause in corso di accertamento»

Il Ministero della Difesa italiano ha confermato che l’elicottero precipitato è un CH-47 dell’Esercito impegnato nell’operazione Eufor Althea. In una nota, il dicastero ha comunicato che i soccorsi sono intervenuti tempestivamente, precisando che ulteriori dichiarazioni sarebbero state possibili soltanto dopo aver ricevuto informazioni più precise, soprattutto sulle condizioni del personale.

Anche il comando di Eufor ha confermato l’incidente e annunciato l’avvio di un’indagine approfondita. La missione europea ha inoltre invitato a evitare speculazioni sull’identità e sulla nazionalità delle persone coinvolte, in attesa di comunicazioni attendibili.

L’incidente è avvenuto in una zona disabitata nei pressi della località di Gorica, non lontano dalle prime abitazioni. Secondo le informazioni diffuse dalla missione, non si sarebbero verificati danni alle infrastrutture civili.

Eufor Althea, la missione europea guidata dall’Italia

L’elicottero era impiegato nell’ambito di Eufor Althea, l’operazione militare dell’Unione europea avviata il 2 dicembre 2004 in Bosnia-Erzegovina. La missione ha sostituito la precedente forza di stabilizzazione guidata dalla Nato e ha il compito di contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro nel Paese balcanico.

L’obiettivo è sostenere il rispetto degli aspetti militari degli accordi di pace di Dayton del 1995, che posero fine alla guerra in Bosnia, e supportare le forze armate locali anche attraverso attività di addestramento ed esercitazioni congiunte.

L’Italia ricopre un ruolo centrale nell’operazione. Dal 21 gennaio 2026 il comando della missione è affidato al generale di divisione Maurizio Fronda. Il contingente italiano comprende personale e mezzi di diverse componenti dell’Esercito, tra cui quelli dell’Aviazione dell’Esercito, con elicotteri multiruolo e CH-47.

Nessun militare della Brigata Sassari coinvolto

Dall’Italia arrivano intanto notizie rassicuranti per quanto riguarda la Brigata Sassari. Secondo quanto appreso dall’ANSA, nessun militare del reparto sarebbe rimasto coinvolto nell’incidente.

In Bosnia-Erzegovina è presente un contingente di circa 150 militari costituito su base 151° Reggimento Fanteria Sassari. I cosiddetti sassarini sono partiti a giugno e dovrebbero concludere la missione con il rientro in Sardegna previsto per gennaio 2027.

Restano ora da chiarire le cause dello schianto e le circostanze che hanno portato alla caduta del CH-47. Le indagini dovranno fare luce sugli ultimi istanti del volo e fornire risposte alle famiglie delle vittime e al personale impegnato nella missione internazionale.

Di Renato Valdescala

Renato Valdescala: esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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