Chi era Claudio Sterpin e perché il suo nome è legato al caso Resinovich?
Almeno 500 persone questa mattina hanno reso omaggio a Claudio Sterpin, prima alla camera ardente e poi al funerale al cimitero di Sant’Anna, a Trieste. Una folla composta e silenziosa, fatta di amici, conoscenti e tanti volti del mondo dell’atletica triestina, dove Sterpin era conosciuto da decenni per la sua lunga carriera da maratoneta.
Ad accompagnare il feretro anche un picchetto dell’associazione bersaglieri, di cui faceva parte. Accanto alla bara, una sua foto con il cappello da bersagliere e le due figlie.
Negli ultimi anni il suo nome era balzato alla ribalta nazionale per il legame con Liliana Resinovich, la donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata morta tre settimane dopo nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste. Sterpin era stato l’ultimo a sentirla al telefono. Tra loro, da giovani, una storia sentimentale che – secondo il suo racconto – si era riaccesa negli ultimi anni. Una versione sempre negata dal marito della donna, Sebastiano Visintin.
Chi era presente ai funerali? Il silenzio della famiglia Resinovich
Tra i presenti anche Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, rimasto per alcuni minuti accanto al feretro. Assente invece Sebastiano Visintin, che nei giorni scorsi aveva annunciato la sua partecipazione salvo poi cambiare idea.
C’era anche Sergio Resinovich, fratello di Liliana, che all’uscita della bara ha ripetuto soltanto: “Mi dispiace”. Poi a Dentro la notizia ha commentato l’assenza del marito di Lilly. “Ha fatto bene a non venire” – ha aggiunto ribadendo di avere le stesse idee di Claudio Sterpin sulla vicenda della morte della sorella.
Nessun commento da parte della cugina Silvia Radin e degli altri parenti della donna. Al termine del breve rito funebre, amici e familiari hanno seguito in processione il feretro verso la sepoltura. Un ultimo saluto sobrio, ma carico di tensione emotiva.
“Devo trovare la verità”: le parole dell’avvocato Squitieri
Alla camera ardente ha parlato anche l’avvocato Giuseppe Squitieri, legale di Sterpin, definendo il suo assistito “persona di nobili sentimenti”, determinata a “continuare nella ricerca della verità e nel fatto che qualcuno dovesse continuare qui a cercarla”.
Sterpin – ha detto il legale – “ha speso tutto il tempo residuo che aveva compromettendo anche la sua serenità e la sua salute”. Un impegno totale, che lo aveva segnato profondamente. “Aveva smarrito la serenità da parecchio tempo”.
Sull’incidente probatorio svoltosi a giugno scorso tra Sterpin e Visintin, Squitieri ha parlato di un atto “fondamentale, provvidenziale”, perché ha impedito la dispersione di una testimonianza ritenuta cruciale in vista di un eventuale giudizio.
Cosa succede ora nell’inchiesta sulla morte di Liliana Resinovich
L’avvocato ha ribadito la fiducia nella Procura di Trieste, che sta analizzando “tutto minuziosamente”. Il deposito dell’incidente probatorio è atteso per il 9 marzo, salvo proroghe, e riguarda indagini fisiologiche, merceologiche e genetiche.
Alla domanda su un possibile rinvio a giudizio, Squitieri ha mantenuto prudenza: “Vedremo con tutti gli atti se si arriverà”. La decisione se proseguire formalmente nel percorso giudiziario, ha aggiunto, spetterà ora ai familiari di Sterpin, in particolare alle sorelle e alle figlie.
Con la morte di Claudio Sterpin si chiude una voce che, fino all’ultimo, aveva chiesto chiarezza. Ma il caso Resinovich resta aperto. E mentre Trieste lo ha salutato con rispetto e silenzio, l’ombra della verità – quella che lui diceva di dover trovare “a tutti i costi” – continua a incombere sulla città.

