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Imbrattano Basilica San Marco con Nesquik e fango: ‘Venezia tra 20 anni sarà sott’acqua’

Sei giovani aderenti alla campagna Fondo Riparazione, promossa da Ultima Generazione, hanno effettuato un’azione ribattezzata “di disobbedienza civile” a Venezia, spruzzando del Nesquik sulla facciata laterale destra della Basilica di San Marco, e versando del fango sulle colonne.

Venezia, azione vandalica di Ultima Generazione alla Basilica di San Marco

Con un lungo comunicato i promotori di Ultima Generazione spiegano nei dettagli il gesto compiuto a Venezia. “Hanno poi srotolato lo striscione con scritto ‘Fondo Riparazione’ e un cartello con le foto dei dodici cittadini di Ultima Generazione che sono rimasti in carcere per tre giorni, dopo un blocco stradale a Fiumicino prima di ricevere oggi la misura cautelare di obbligo di dimora”.

Nella nota si sottolinea che “le parole di Papa Francesco nei confronti dei Governi e delle élite del fossile non sono meno severe delle nostre, altrettanto lucida è la consapevolezza dello scenario di miseria e guerre che ci prospetta il futuro”. 

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In relazione all’azione vandalica di giovedì 7 dicembre sono state fermate dalla Digos di Venezia 6 persone di nazionalità italiana tra i 20 e i 34 anni. Gli attivisti saranno denunciati per danneggiamento sempreché non si ravveda un’altra accusa nell’indagine coordinata dal pm lagunare Roberto Terzo.

Fermati sei attivisti: ‘Qui per cedere un Fondo Riparazione permanente per le vittime del collasso climatico’

Dentro gli uffici della questura i sei sono tranquilli e avrebbero detto ai poliziotti ‘noi siamo i soli fortunati a vedere ancora la Basilica di San Marco‘ e perorando le lotte sul clima hanno denunciato che “questo è l’ultimo campanello d’allarme”. Uno degli attivisti, un 17enne, ha spiegato i motivi della loro protesta.

“Sono qui per chiedere un Fondo Riparazione permanente per le vittime del collasso climatico. Siamo qui a Venezia non a caso perché questa città tra meno di 20 anni sarà completamente sott’acqua. Noi amiamo Venezia”. Secondo quanto si è appreso, da ambienti vicini agli inquirenti, la polizia ha sequestrato agli attivisti due estintori che sono stati modificati per poter spruzzare fango e altro liquido.

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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