Tre persone sono morte in un tragico incidente a RomaTre persone sono morte in un tragico incidente a Roma

Incidente via Collatina Roma: cosa è accaduto durante l’inseguimento?

Un’auto che non si ferma all’alt. Sirene che squarciano la notte. Una corsa folle che attraversa i quartieri dell’est della Capitale e si conclude con un impatto devastante. È questo lo scenario dell’incidente in via Collatina a Roma, costato la vita a tre persone: padre, madre e figlio.

Erano circa le 22 quando una Toyota Yaris, con a bordo sei uomini sudamericani, ha ignorato l’alt della polizia nella zona del Quarticciolo. L’inseguimento è iniziato alle 21.30, con il supporto di una pattuglia dei carabinieri. Gli agenti non hanno mai perso di vista l’utilitaria, mantenendo una distanza di sicurezza. Ma la fuga si è trasformata in tragedia quando, all’altezza del civico 661 di via Collatina, la Yaris ha invaso la corsia opposta.

Lo schianto è stato frontale, violentissimo. Dall’altra parte viaggiava una Fiat Punto con a bordo una famiglia romana: il padre di 70 anni e la madre di 64 sono morti sul colpo. Il figlio 42enne, seduto dietro, è deceduto poco dopo in ospedale. Una famiglia sterminata in pochi secondi.


Chi sono le vittime e chi sono i responsabili?

Le vittime sono tre membri della stessa famiglia, diretti verso casa dopo una serata ordinaria. Una normalità spezzata da una fuga sconsiderata.

Sul fronte opposto, tre dei sei occupanti della Yaris sono stati arrestati dagli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Roma. Due sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale, il terzo è stato condotto in questura. Altri tre uomini sono riusciti a fuggire a piedi nelle campagne circostanti e sono attualmente ricercati.

Le accuse sono pesanti: omicidio stradale, resistenza a pubblico ufficiale e violazione dell’articolo 192 comma 7 bis del Codice della strada, norma rafforzata dal decreto sicurezza che punisce chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine. Contestato anche il porto ingiustificato di oggetti atti allo scasso.


Cosa è stato trovato nell’auto in fuga?

Dentro la Toyota Yaris non c’erano solo sei uomini in fuga. Gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato diversi strumenti tipici dell’attività predatoria: grimaldelli, cacciaviti e un jammer, un disturbatore di frequenze utilizzato per neutralizzare antifurti e sistemi di sicurezza.

Un dettaglio che rafforza l’ipotesi investigativa: i fuggitivi sarebbero ladri in trasferta, pronti a colpire o appena reduci da un’azione. Il fatto che l’inseguimento sia partito dal Quarticciolo, una delle principali piazze di spaccio della Capitale, aggiunge un ulteriore elemento a un quadro già inquietante.


Roma sotto shock: dalla visita del Papa alla tragedia

La giornata era iniziata in modo diametralmente opposto. Nel pomeriggio, nel quartiere, i residenti avevano accolto la visita di Papa Leone XIV presso la parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo. Un momento di festa, di comunità, di speranza.

Poche ore dopo, le stesse strade si sono trasformate in teatro di sirene, lamiere contorte e morte. È il paradosso crudele di una città che alterna luce e ombra con una rapidità disarmante.


Incidente via Collatina Roma: quali conseguenze legali per i fuggitivi?

L’omicidio stradale, soprattutto in presenza di aggravanti come la fuga e la resistenza a pubblico ufficiale, comporta pene severe. La posizione dei tre arrestati è aggravata dalla presenza degli strumenti da scasso e dalla condotta pericolosa che ha messo a rischio decine di automobilisti.

Gli inquirenti, coordinati dai vertici della Questura, stanno ricostruendo ogni fase dell’inseguimento: velocità, traiettoria, eventuali manovre azzardate. Si indaga anche per verificare se vi siano responsabilità ulteriori e per individuare i tre complici ancora in fuga, che potrebbero essere rimasti feriti nello schianto.

Roma si interroga. Fino a che punto può spingersi una fuga per sottrarsi a un controllo? E quanto pesa, su tre vite spezzate, quella scelta di non fermarsi?

In via Collatina restano i fiori sull’asfalto e una domanda sospesa nell’aria: una famiglia che tornava a casa può essere cancellata così, per una corsa senza senso?

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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