Jamal Tonelli è rientrato nel Trevigiano dopo essere stato allontanato dal Regno Unito
L’aveva aggredita alle spalle mentre faceva jogging, colpendola con 23 coltellate quando aveva appena 15 anni. Oggi, a distanza di oltre cinque anni da quella brutale aggressione, Jamal Tonelli è tornato a vivere a Mogliano Veneto, nel Trevigiano, a poca distanza da Marta Novello, la ragazza che aveva rischiato di uccidere. Il giovane è stato espulso dal Regno Unito, dove si era trasferito dopo aver lasciato il circuito della giustizia minorile.
Una notizia che riaccende la preoccupazione per la sicurezza della vittima e riporta sotto i riflettori una vicenda giudiziaria ancora aperta. La famiglia Novello, attraverso il proprio legale Alberto Barbaro, ha fatto sapere che adotterà particolare attenzione dopo il rientro del giovane. Anche il mondo politico è intervenuto, chiedendo garanzie per la serenità della ragazza.
L’aggressione a Marta Novello: 23 coltellate mentre faceva jogging
Era il 22 marzo 2021 quando Marta Novello, allora 26enne, era uscita per fare jogging. Durante la corsa, a Mogliano Veneto, era stata aggredita alle spalle da Tonelli, che all’epoca aveva 15 anni. Secondo la ricostruzione dei fatti, il ragazzo l’aveva fatta finire in un fosso a lato della strada e poi l’aveva colpita ripetutamente con un coltello, per 23 volte.
Le condizioni della giovane erano apparse subito disperate. Marta era rimasta ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso per quasi due settimane e aveva ripreso a respirare autonomamente soltanto due giorni dopo l’aggressione.
Per quell’episodio Tonelli era stato condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi di reclusione, con una successiva riduzione della pena a cinque anni. La vicenda giudiziaria, tuttavia, non è ancora arrivata a una conclusione definitiva.
L’espulsione dall’Inghilterra e il ritorno nel Trevigiano
Dopo aver trascorso un periodo in un istituto penale minorile, il giovane si era trasferito in Inghilterra insieme alla madre. Il tribunale aveva disposto il suo inserimento in una comunità protetta per minori, ma un problema legato alla notifica del provvedimento gli avrebbe consentito di tornare in libertà e lasciare l’Italia.
Nel Regno Unito la sua posizione sarebbe stata segnata da nuovi problemi con la giustizia. Il 2 gennaio 2025 sarebbe stato arrestato e sanzionato per guida senza patente. Successivamente sarebbe arrivata un’altra sanzione, a quanto riferito collegata a contestazioni relative al possesso di stupefacenti. La situazione avrebbe portato alla sua espulsione dal Paese e al conseguente rientro in Italia.
Ora Tonelli è tornato nel territorio di Mogliano Veneto, a breve distanza dalla zona in cui vive Marta. Un elemento che ha inevitabilmente riacceso l’apprensione della famiglia della giovane.
Il processo ancora aperto e la posizione della difesa
Il percorso giudiziario non è terminato. Il 13 novembre è prevista una nuova udienza del procedimento che riguarda il giovane, dopo le impugnazioni presentate dalla difesa.
L’avvocato Matteo Scussat, che assiste Tonelli e ha contestato la sentenza in Cassazione per tre volte, ha ricordato che il suo assistito è attualmente un cittadino libero e che non esiste ancora una condanna definitiva.
«Il mio assistito è un cittadino libero e fino alla condanna definitiva vige la presunzione di non colpevolezza. È ancora pendente il terzo processo d’appello in esito al quale potrà essere condannato, ma anche totalmente prosciolto», ha dichiarato il legale.
Una precisazione che si inserisce in una vicenda ancora al vaglio dei giudici, mentre per Marta e i suoi familiari il ritorno del giovane nel territorio rappresenta un motivo di comprensibile preoccupazione.
Stefani: «Garantire sicurezza e serenità alla vittima»
La vicenda ha provocato reazioni anche sul piano politico. Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha espresso solidarietà a Marta Novello, sottolineando la necessità di tutelarla.
«L’obiettivo di tutti ora deve essere garantire la sicurezza e la serenità di una giovane donna che ha già pagato un prezzo inaccettabile», ha dichiarato.
È intervenuto anche il deputato veneto di Futuro Nazionale Gianangelo Bof, che ha criticato il rientro in Italia del giovane e il sistema che, a suo giudizio, avrebbe consentito questa situazione.
Di segno diverso, ma con la stessa attenzione alla tutela della vittima, la presa di posizione dei consiglieri regionali del Partito democratico. In una nota firmata, tra gli altri, dal capogruppo Giovanni Manildo, hanno definito legittima e necessaria la richiesta di chiarimenti sulle misure di protezione previste per Marta.
«Chi ha subito un’aggressione deve poter sentire che le istituzioni sono vicine per garantire un ritorno ad una vita senza paure e in piena libertà. Un diritto inderogabile», si legge nel documento.
Il ritorno di Tonelli nel Trevigiano riporta così al centro una domanda che riguarda soprattutto la vittima: quali garanzie saranno assicurate a Marta Novello per consentirle di vivere senza paura, mentre la vicenda giudiziaria prosegue?

