La ricostruzione dei maltrattamenti dalle telecamere di videosorveglianzaLa ricostruzione dei maltrattamenti dalle telecamere di videosorveglianza

Legati al buio, l’incubo dei bambini

Un asilo nido trasformato in un incubo. Bambini trascinati a forza, legati alle seggioline, puniti al buio e privati di cibo: è questa la drammatica realtà documentata dai Carabinieri in un asilo nido privato nel centro di Verona. Cinque educatrici, tra cui due titolari, sono finite sotto interdittiva di esercizio della professione per un anno, dopo la richiesta della Procura e il provvedimento del Gip.

Che cosa è successo nell’asilo nido di Verona

L’indagine, partita a dicembre scorso dopo la segnalazione di un tirocinante, ha portato allo shock dei genitori e alla chiusura immediata della struttura. Sono 42 i bambini coinvolti, dai 9 mesi ai 3 anni, sottoposti a una serie di comportamenti inaccettabili. I militari hanno eseguito il sequestro dell’intero nido e hanno avviato gli accertamenti tecnici necessari per documentare i maltrattamenti.

Come sono stati maltrattati i bambini

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza, registrate per circa un mese, raccontano un quadro agghiacciante. Bambini trascinati da un luogo all’altro, strattonati, schiaffeggiati, pizzicati, tirati per i capelli. Alcuni venivano messi in punizione negli angoli della sala o legati alle seggioline durante i pasti. In un caso, una bambina è stata costretta a dormire in uno sgabuzzino buio.

Le violazioni igieniche erano continue: pannolini sporchi non cambiati, bambini lasciati in condizioni insalubri o cambiati sul pavimento senza fasciatoi. Una maestra ha persino lanciato una seggiolina contro un muro prima di imporre a un’altra bambina il ciuccio in bocca e un peluche in mano.

Chi sono le educatrici finite sotto interdittiva?

Cinque le donne coinvolte: due titolari della struttura e tre educatrici dipendenti. Il provvedimento non è una condanna penale definitiva, ma un interdittiva cautelare che ne vieta l’attività per dodici mesi. L’obiettivo è evitare ulteriori rischi per i piccoli, mentre proseguono gli accertamenti.

Cosa prevedono le indagini e i sequestri del nido

I Carabinieri di Verona, coadiuvati dal Nas di Padova, hanno analizzato i filmati e raccolto evidenze dirette delle violenze. Il sequestro dell’asilo mira a interrompere immediatamente i presunti maltrattamenti e consentire la verifica di tutte le procedure di sicurezza, igiene e custodia.

Il comandante provinciale Claudio Papagno ha dichiarato:

“Ora inizieranno ulteriori accertamenti, tra cui sentire i genitori dei bambini”.

Il Procuratore della Repubblica di Verona, Raffaele Tito, ha aggiunto:

“La magistratura e i Carabinieri restano a disposizione dei genitori, giustamente preoccupati, per la ricerca della verità”.

Come possono i genitori collaborare con la Procura

I genitori dei piccoli sono stati invitati a fornire testimonianze e osservazioni. L’obiettivo è costruire un quadro completo dei fatti e stabilire eventuali responsabilità penali. L’indagine prosegue, e le famiglie vogliono risposte: la fiducia nel sistema educativo è stata gravemente compromessa.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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