Mario RoggeroMario Roggero

Il gioielliere Mario Roggero condannato in via definitiva: 14 anni e 9 mesi, si costituirà in carcere

– È diventata definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, l’ex gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo dopo l’assalto al suo negozio.

La decisione è arrivata dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa, confermando integralmente la sentenza pronunciata nel dicembre 2024 dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino.

Dopo il verdetto definitivo, il 72enne si costituirà già nella giornata di oggi, come confermato dai suoi legali Sergio Rovani e Stefano Marcolini.

La decisione della Cassazione

Con il rigetto del ricorso, la Suprema Corte ha reso irrevocabile la condanna inflitta all’ex gioielliere.

La Procura Generale della Cassazione aveva già chiesto la conferma della pena di 14 anni e 9 mesi, ritenendo corrette le valutazioni espresse nei precedenti gradi di giudizio.

La pronuncia mette così la parola fine a uno dei processi più discussi degli ultimi anni sul tema della legittima difesa, al centro di un acceso dibattito pubblico fin dall’inizio della vicenda.

La rapina del 2021 e gli spari contro i banditi

I fatti risalgono al 28 aprile 2021, quando tre uomini fecero irruzione nella gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour.

Secondo quanto accertato durante il processo, i rapinatori erano armati di una pistola giocattolo e di un coltello. Dopo essersi impossessati del bottino, cercarono di fuggire a bordo di un’auto.

Roggero impugnò la propria pistola e li inseguì all’esterno del negozio, raggiungendoli nel parcheggio. In quella fase esplose numerosi colpi verso il veicolo in fuga.

Nella sparatoria morirono Giuseppe Mazzarino, 58 anni, e Andrea Spinelli, 44 anni. Il terzo componente della banda, Alessandro Modica, che guidava l’auto, rimase ferito ma riuscì a salvarsi.

Per i giudici la legittima difesa non era applicabile

Sia il Tribunale di Asti in primo grado sia la Corte d’Assise d’Appello di Torino avevano escluso che ricorressero i presupposti della legittima difesa, anche nella forma cosiddetta putativa invocata dalla difesa.

Nelle motivazioni della sentenza d’appello, poi confermata dalla Cassazione, i giudici avevano evidenziato che «l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa» nel momento in cui Roggero esplose i colpi.

Secondo la ricostruzione accolta dai magistrati, infatti, la rapina era già terminata e i malviventi erano ormai in fuga quando il gioielliere decise di inseguirli e fare fuoco.

Una vicenda che ha diviso l’opinione pubblica

Il caso Roggero ha alimentato per anni un acceso confronto sul tema della difesa personale e dei limiti dell’uso delle armi da parte delle vittime di una rapina.

Da una parte, numerosi cittadini e associazioni hanno espresso solidarietà al gioielliere, ritenendolo una persona che aveva reagito dopo aver subito un grave episodio criminale. Dall’altra, i giudici hanno ritenuto che la reazione armata fosse avvenuta quando il pericolo immediato era ormai cessato, configurando quindi responsabilità penale.

Con la decisione della Cassazione, la vicenda giudiziaria si chiude definitivamente. Mario Roggero dovrà ora scontare la pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione, che diventa esecutiva dopo il pronunciamento della Suprema Corte.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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