Spari a Trastevere per un rimproveroSpari a Trastevere per un rimprovero

Paura nella notte a Trastevere

Un rimprovero per aver urinato in strada sarebbe stato all’origine della violenta lite culminata con l’esplosione di due colpi di pistola nella notte nel quartiere Trastevere, a Roma. Un 26enne di origine senegalese, dipendente di un locale di vicolo del Cinque, è rimasto ferito a un braccio ed è stato trasportato all’ospedale San Camillo. Per lui i medici hanno emesso una prognosi di 40 giorni.

I carabinieri hanno fermato poco dopo un 33enne romano, già noto alle forze dell’ordine, ora gravemente indiziato di tentato omicidio e porto abusivo di arma comune da sparo.

Il rimprovero e la lite degenerata in sparatoria

Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, il 26enne, che stava lavorando in un’attività della zona, avrebbe richiamato il 33enne dopo averlo sorpreso a urinare in strada.

Da quel momento la situazione sarebbe rapidamente degenerata. Tra i due sarebbe scoppiata una violenta colluttazione, durante la quale sarebbero stati esplosi due colpi di pistola.

Il primo proiettile sarebbe stato sparato in aria, mentre il secondo, esploso quando i due erano ormai a terra durante la colluttazione, ha raggiunto il giovane al braccio.

Il ferito trasportato al San Camillo

L’allarme è scattato poco prima delle 3 del mattino.

Il 26enne è stato soccorso dal personale del 118 e trasferito in codice giallo all’ospedale San Camillo. Le sue condizioni non sono considerate gravi e non sarebbe in pericolo di vita.

I sanitari gli hanno diagnosticato una prognosi di 40 giorni.

Il presunto aggressore rintracciato poco dopo

Subito dopo la sparatoria sono entrati in azione i carabinieri della Compagnia Roma Trastevere, affiancati dai militari della Compagnia San Pietro, dell’8° Reggimento Lazio e anche da alcuni carabinieri liberi dal servizio che hanno partecipato alle ricerche.

Nel giro di poco tempo il presunto autore del ferimento è stato rintracciato in piazza Sidney Sonnino, a poca distanza dal luogo della sparatoria.

Il 33enne romano è stato quindi fermato e la sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Le indagini: si cerca ancora l’arma

Sul luogo della sparatoria i militari hanno recuperato e sequestrato un bossolo, mentre proseguono le ricerche dell’arma utilizzata durante l’aggressione, che al momento non è stata ancora trovata.

I rilievi tecnico-scientifici sono stati affidati ai militari del Nucleo Investigativo di Roma, incaricati di ricostruire nei dettagli la dinamica dell’accaduto.

L’uomo fermato dovrà ora rispondere delle accuse di tentato omicidio e porto abusivo di arma comune da sparo, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti per chiarire ogni fase della vicenda che ha scosso il cuore della movida romana.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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