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Niccolò Ciatti, la rabbia del padre dopo la fuga di Bissoultanov: ‘Sapeva che non gli avrebbero fatto nulla’

Il 29enne ceceno Rassoul Bissoultanov si è reso irreperibile nel giorno in cui era fissata l’udienza (13 luglio) per la carcerazione davanti al Tribunale spagnolo di Girona.

Il 29enne ceceno è fuggito alla vigilia dell’udienza per la carcerazione davanti al Tribunale di Girona

Il giudice aveva disposto la condanna a 15 anni per il 29enne che pestò a morte, con calci e pugni, Niccolò Ciatti, il 21enne di Scandicci (Firenze) in una discoteca di Lloret de Mar la notte tra l’11 e il 12 agosto 2017. “Purtroppo è stato sempre il nostro più grande timore dopo che è uscita la sentenza in cui la giuria popolare che ha riconosciuto l’omicidio aggravato.

Anche al pubblico ministero spagnolo abbiamo manifestato la nostra preoccupazione per una possibile fuga ma lui ci ha detto che non poteva chiedere l’immediata carcerazione perché aveva già fatto 4 anni di carcerazione preventiva” – ha spiegato Luigi Ciatti, papà di Niccolò a L’Estate in diretta.

Luigi Ciatti a L’Estate in diretta: ‘Temevamo la fuga, aveva solo l’obbligo di firma settimanale’

Sarebbe bastato un controllo più accurato, una sorveglianza più sicura rispetto alla sola firma settimanale, anziché togliere il passaporto anche perché muoversi in Europa è abbastanza agevole”. Rassoul Bissoultanov sarebbe scomparso da una settimana. Il padre del 21enne di Scandicci ucciso  Lloret de Mar è tornato anche sulla sentenza del giudice del Tribunale di Girona.

L’accusa aveva chiesto 24 anni più 9 di libertà vigilata. “Non sappiamo quali siano le attenuanti che questo giudice abbia potuto riconoscere ma 15 anni è una pena molto lieve. Io faccio il paragone con la sentenza di condanna con gli assassini di Willy Monteiro che sono stati condannati all’ergastolo. Si tratta di un fatto molto simile. Spiegatemi quale la differenza?” Nel corso dell’intervento in diretta Luigi Ciatti non ha nascosto l’amarezza per il provvedimento di scarcerazione nei confronti del 29enne ceceno quando era detenuto in Italia.

‘La vicenda di mio figlio simile a quella di Willy ma Bissoultanov è stato condannato solo a 15 anni’

La prima cosa che ha fatto è scappato in Spagna perché sapeva che era l’unico paese europeo non gli avrebbero fatto nulla. Questo giudice ha avuto un mese di tempo per pronunciare la sentenza di condanna e lui appena ha compreso che sarebbe finito in carcere ha firmato ed è scappato via”.

L’altro ceceno, Movsar Magomadov, è stato invece assolto, perché secondo i giurati il 12 agosto del 2017 collaborò sì con l’amico nella discoteca St. Trop’ di Lloret de Mar, tenendo lontane le persone che cercavano di aiutare Niccolò, ma non poteva immaginare che Rassoul tirasse quel calcio.

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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