Il 27enne di Forlì è morto all’alba, stava rientrando dalla birreria di Faenza dove lavorava
Era tornato a casa dopo il lavoro, come ogni sabato sera. Ma quella notte Pietro De Lorenzi, 27 anni, di Forlì, non è mai arrivato a destinazione. La sua Bmw R80GS, una moto di grossa cilindrata che conosceva bene e con cui aveva viaggiato anche sulle strade di montagna, si è fermata per sempre sulla via Emilia, a Forlì, all’altezza della rotatoria dei Fiori.
Erano circa le 4:20 della notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto. Il giovane stava rientrando dalla Birreria di Faenza, dove lavorava come barista, quando, per cause ancora al vaglio della Polizia stradale di Forlì, ha perso il controllo della moto mentre affrontava la rotonda che collega la tangenziale alla via Emilia, nel quartiere di Villanova.
Secondo una prima ricostruzione, la ruota avrebbe urtato il cordolo esterno nella corsia di inserimento. Pietro sarebbe stato sbalzato violentemente sull’asfalto. Il casco si sarebbe rotto nell’impatto. Quando sono arrivati i soccorritori del 118, per il giovane non c’era ormai più nulla da fare.
La moto, la musica e quel sogno che guardava al Canada
Pietro De Lorenzi non era soltanto un giovane motociclista. Aveva tante passioni e un progetto preciso per il futuro. La musica occupava un posto centrale nella sua vita: aveva studiato batteria al liceo musicale e frequentato la Cosascuola Music Academy di Forlì, dove aveva continuato a coltivare la sua passione per gli strumenti e per la produzione musicale.
Poi aveva scelto di specializzarsi nel settore della Music Technology e del sound engineering, con un obiettivo ambizioso: lavorare alla composizione di musica elettronica e alla realizzazione di colonne sonore per videogiochi.
Per mantenersi lavorava come barista, ma il lavoro nel locale era soprattutto un modo per sostenere il percorso che aveva scelto. E il prossimo passo era già programmato: a fine estate sarebbe dovuto partire per il Canada.
Un amico avrebbe dovuto aiutarlo a inserirsi e ad affrontare quello che per Pietro rappresentava un vero cambiamento di vita. Aveva già salutato gli amici della scuola di musica all’inizio dell’estate. Il progetto era pronto a partire.
«Era solare, generoso. Potevamo contare sempre su di lui»
La notizia della morte è arrivata agli amici all’alba. È stata la madre di Pietro De Lorenzi ad avvisare le persone che gli erano più vicine. In poche ore, i telefoni hanno iniziato a squillare e il dolore ha attraversato la comunità che lo conosceva.
«Era una persona molto solare, vitale, generosa, una persona di cuore», raccontano gli amici. Un ragazzo sul quale si poteva contare, sempre presente quando qualcuno aveva bisogno.
Pietro lascia i genitori e una sorella maggiore, che studia all’estero. La famiglia, raccontano gli amici, aveva fatto tutto il possibile per permettergli di inseguire le sue aspirazioni e costruirsi il futuro che desiderava.
L’incidente nella notte: la Procura indaga
La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli investigatori. Il 27enne era solo sulla strada e non risultano, dalle prime informazioni, altri veicoli coinvolti.
La chiamata alla Questura è arrivata da un automobilista e sul posto è intervenuta la Polizia stradale di Forlì, che ha effettuato i rilievi e avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la sequenza dell’incidente. Dell’accaduto è stata informata anche la Procura di Forlì.
La Bmw R80GS è stata una delle grandi passioni di Pietro. Una moto da appassionati che lo aveva accompagnato anche nei suoi viaggi: con quella due ruote era arrivato, tra le altre destinazioni, fino allo Stelvio.
Gli amici lo ricordano proprio così: appassionato di musica, fumetti e moto, ma soprattutto prudente alla guida. Quella notte, però, qualcosa è andato storto in pochi istanti. E il sogno di una nuova vita in Canada si è spezzato sulla strada di casa.

