L’agguato in pieno giorno in via Von Platen: il figlio, 31 anni, trasferito a Catania in gravi condizioni
Una sparatoria in pieno giorno ha sconvolto Siracusa intorno a mezzogiorno di oggi, 13 agosto, in via Augusto Von Platen. Nel mirino sono finiti un padre di 53 anni e il figlio di 31, che viaggiavano a bordo di un’Ape calessino. Secondo la ricostruzione degli investigatori, quando il mezzo si è fermato al semaforo è stato affiancato da uno scooter di grossa cilindrata. Il conducente sarebbe sceso, avrebbe impugnato un fucile a canne mozze e avrebbe aperto il fuoco a distanza ravvicinata contro i due, per poi risalire sul mezzo e fuggire.
L’agguato davanti agli automobilisti
La scena si è consumata rapidamente e sotto gli occhi di diversi automobilisti che in quel momento percorrevano la zona. I primi elementi raccolti dalla Squadra Mobile di Siracusa, guidata dal dirigente Andrea Monaco, descrivono un’azione precisa: il sicario avrebbe atteso che l’Ape calessino si fermasse al semaforo, quindi sarebbe entrato in azione.
Non è ancora chiaro perché padre e figlio siano stati presi di mira. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire i rapporti personali delle due vittime e verificare se dietro l’agguato possa esserci una vicenda maturata nell’ambiente criminale o un regolamento di conti.
Il dato che emerge con maggiore forza è però quello relativo all’identificazione del presunto autore. Gli investigatori potrebbero aver già individuato il responsabile della sparatoria. Un elemento che dovrà essere verificato attraverso gli ulteriori accertamenti e, soprattutto, attraverso l’analisi delle immagini.
Le telecamere possono essere decisive
La zona di via Von Platen è infatti sorvegliata da diverse telecamere, pubbliche e private. Gli investigatori stanno acquisendo i filmati per ricostruire ogni fase dell’agguato: dall’arrivo dello scooter alla sparatoria, fino alla fuga.
Sul posto sono intervenuti gli uomini della Polizia Scientifica, impegnati per ore nei rilievi. Sono stati raccolti gli elementi utili a stabilire con precisione il tipo di arma utilizzata e la traiettoria dei colpi, mentre gli agenti della Mobile stanno ricostruendo gli spostamenti del presunto aggressore prima e dopo l’attacco.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, con il sostituto procuratore Davide Viscardi che ha seguito gli accertamenti sul luogo della sparatoria.
Il figlio trasferito a Catania
Le condizioni dei due feriti hanno richiesto l’immediato intervento dei soccorritori. Il 31enne, colpito in maniera più grave, è stato inizialmente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Siracusa e successivamente trasferito all’ospedale San Marco di Catania, dove è ricoverato in gravi condizioni.
Il padre, 53 anni, è rimasto invece ricoverato a Siracusa ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Secondo le prime informazioni, entrambi sarebbero stati raggiunti dai colpi soprattutto agli arti inferiori, anche se la dinamica delle ferite e la loro esatta entità sono ancora oggetto di accertamenti.
L’episodio ha provocato paura in una zona centrale della città, anche per la modalità dell’azione e per il fatto che la sparatoria sia avvenuta in pieno giorno e davanti a numerosi testimoni.
Il sindaco: “Fatto di estrema gravità”
Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha espresso una dura condanna per quanto accaduto.
«Esprimo la mia più ferma condanna per quanto accaduto oggi in via Von Platen. Si tratta di un fatto di estrema gravità, che desta preoccupazione ma sul quale, certamente, la magistratura e le forze dell’ordine sapranno fare al più presto chiarezza», ha dichiarato.
Il primo cittadino ha sottolineato come episodi di questo tipo non possano trovare spazio in una città che «crede nei valori della legalità e della convivenza civile», ribadendo la necessità della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini.
Intanto, il lavoro degli investigatori prosegue senza sosta. Il possibile riconoscimento dell’autore attraverso le immagini delle telecamere potrebbe rappresentare una svolta nelle indagini, ma restano da chiarire il movente, l’eventuale rapporto tra il presunto aggressore e le due vittime e soprattutto perché il killer abbia deciso di colpire proprio padre e figlio.

