Cristina Stillitano è stata ferita al braccio mentre camminava in via della Giuliana
Non è soltanto la paura di una donna ferita mentre camminava per strada a Roma. A Prati, a due passi dal Vaticano, cresce l’apprensione dopo il caso di Cristina Stillitano, colpita al braccio da quello che, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe essere un proiettile sparato con un’arma ad aria compressa.
La 50enne stava camminando in via della Giuliana quando ha sentito un forte colpo alla spalla. Poi si è accorta di sanguinare. Il proiettile sarebbe rimasto conficcato in profondità nel braccio, tanto da rendere necessario un intervento chirurgico per rimuoverlo.
Ma adesso, nel quartiere, a preoccupare sono soprattutto le testimonianze di altre persone che raccontano episodi simili.
«Non è successo solo a lei»: la paura nel quartiere
Dopo l’aggressione a Stillitano, alcuni residenti ed esercenti avrebbero riferito di altri episodi con quelli che vengono descritti come “gommini” sparati contro le persone.
Testimonianze sul fenomeno sono state raccolte anche durante La Vita in diretta, alimentando l’apprensione tra chi vive e lavora nella zona.
Secondo quanto raccontato dalla stessa Stillitano, alcuni commercianti di via della Giuliana le avrebbero riferito che da diversi giorni qualcuno sparerebbe contro donne o turiste di passaggio, senza finora provocare ferite. Uno dei proiettili sarebbe stato anche raccolto e conservato.
Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate dagli investigatori, ma che contribuiscono a spiegare il clima di preoccupazione che si è creato nel quartiere.
I fori in strada fanno scattare l’allarme
A destare apprensione sono anche alcuni fori individuati sulla strada e nelle immediate vicinanze, elementi che i residenti collegano alla possibilità che qualcuno stia sparando con un’arma ad aria compressa.
Anche in questo caso saranno gli accertamenti dei carabinieri a stabilire se quei segni siano effettivamente riconducibili agli episodi segnalati e se esista un collegamento con il ferimento di Stillitano.
Il timore, però, è già concreto tra chi percorre quotidianamente quella strada: se qualcuno sta davvero sparando dai dintorni contro i passanti, nessuno può sapere dove finirà il prossimo colpo.
Il marito: «E se ci fosse qualcuno che spara alle persone a casa?»
A rendere ancora più inquietante il quadro è la preoccupazione espressa dal marito della donna ferita. Il timore della famiglia è che dietro gli episodi possa esserci una persona disturbata capace di prendere di mira le persone non soltanto mentre camminano per strada, ma potenzialmente anche dalle abitazioni.
Un’ipotesi, questa, che al momento resta un timore della famiglia e non una conclusione investigativa. Ma rende bene il livello di allarme raggiunto dopo il ferimento.
La domanda che ora si fanno residenti e commercianti è quindi una: si è trattato di un episodio isolato oppure qualcuno sta davvero prendendo di mira le persone nella zona?
Il proiettile è ancora nel braccio
Nel frattempo Cristina Stillitano deve fare i conti con le conseguenze concrete di quel colpo.
Dopo essere arrivata autonomamente al pronto soccorso del Santo Spirito, i medici avrebbero accertato che il proiettile, verosimilmente di piombo o comunque di materiale radiopaco, è ancora presente in profondità nel braccio.
«La maglietta era forata e anche nella carne si vedeva un foro netto e preciso, di circa 5 millimetri», ha raccontato la donna sui social.
E poi il pensiero a cosa sarebbe potuto accadere se il colpo avesse raggiunto un’altra parte del corpo: «Se mi avesse presa alla tempia, al torace o in un occhio, non so davvero cosa sarebbe successo».
Carabinieri al lavoro, ma nel punto non ci sarebbero telecamere
Sul caso indagano i carabinieri della stazione Prati, che stanno ascoltando residenti e commercianti per cercare di ricostruire da dove sia partito il colpo e individuare il responsabile.
Un elemento che potrebbe rendere più complicati gli accertamenti è che nel punto esatto in cui la donna è stata colpita non ci sarebbero telecamere.
Gli investigatori dovranno quindi verificare anche le testimonianze sugli altri presunti episodi, la natura dei proiettili eventualmente recuperati e quei segni segnalati in strada.
Intanto, a Prati, il caso di Cristina Stillitano ha lasciato una domanda che pesa sulla quotidianità di chi vive nella zona: e se quella donna fosse stata soltanto la prima persona davvero colpita?

