Il copilota del team Alma Racing non è sopravvissuto all’impatto a Mileto: la gara è stata immediatamente annullata
È bastata una curva a trasformare una giornata di sport in una tragedia. Stefano “Fina” Sappracone, copilota sanremese del team Alma Racing, ha perso la vita durante la seconda giornata del 10° Rally della Val d’Aveto, nell’entroterra di Genova.
L’incidente è avvenuto intorno alle 11 di domenica 6 settembre, durante la prima prova speciale “Due Valli”. La Skoda Fabia numero 6, sulla quale Sappracone era impegnato insieme al pilota genovese Stefano Scapellato, è uscita di strada in una curva nei pressi di Mileto, nel territorio di Rezzoaglio, terminando la sua corsa contro un albero.
Per il copilota non c’è stato nulla da fare. L’impatto è stato violentissimo e Sappracone è morto sul posto. Scapellato è rimasto ferito e trasferito in ospedale per accertamenti.
La notizia ha immediatamente sconvolto l’ambiente del motorsport e portato all’annullamento della competizione.
Lo schianto nella prova «Due Valli»
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, la vettura è uscita dal tracciato mentre affrontava una curva, finendo nella boscaglia e andando a schiantarsi contro un albero.
L’abitacolo della Skoda Fabia è rimasto pesantemente danneggiato e per estrarre il copilota si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Rezzoaglio, che hanno utilizzato le attrezzature elettroidrauliche.
I soccorsi sanitari sono arrivati rapidamente, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Sappracone è morto a causa delle gravissime lesioni riportate nell’incidente.
Il pilota Stefano Scapellato, invece, è stato soccorso e trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sarebbero gravi.
Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della Compagnia di Sestri Levante, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto.
La gara si ferma dopo la tragedia
La morte di Sappracone ha inevitabilmente cancellato il resto del programma sportivo.
La manifestazione è stata annullata e gli organizzatori hanno convocato una conferenza stampa d’urgenza presso il centro polifunzionale di Santo Stefano d’Aveto, dove era prevista anche la cerimonia di premiazione.
Il Rally della Val d’Aveto era la quinta tappa della Coppa Rally Zona 2 e vedeva al via 71 equipaggi. Il programma della domenica prevedeva il doppio passaggio sulle prove speciali “Due Valli” e “Montebruno”, prima dell’arrivo ad Allegrezze e del trasferimento verso Santo Stefano d’Aveto.
Niente di tutto questo si è più svolto.
Chi era Stefano «Fina» Sappracone
La vittima era un nome conosciuto e apprezzato nel mondo dei rally liguri e nazionali.
Stefano “Fina” Sappracone aveva trasformato la passione per i motori in una vera esperienza sportiva, costruendo negli anni una lunga carriera da copilota. Il debutto nel mondo dei rally risaliva al 2007 e nel corso della sua attività aveva affiancato diversi piloti, partecipando a numerose competizioni e ottenendo anche importanti risultati di categoria.
Tra le esperienze più significative c’è il lavoro svolto al fianco di Alberto Siccardi, giovane pilota di Ospedaletti impegnato nel programma ACI Team Italia e nel CIAR Junior.
La coppia aveva conquistato risultati importanti, tra cui la vittoria nella categoria Junior al Rally del Lazio-Cassino nel 2025. Nel 2026 il percorso era proseguito con altre gare del campionato e con il successo di categoria al San Marino Rally, risultato che aveva permesso all’equipaggio di portarsi al comando della classifica di campionato.
Con Scapellato, invece, Sappracone aveva formato un equipaggio consolidato, partecipando anche al Rally Valle d’Aosta 2026.
Un’altra tragedia dopo quelle di Bione e Monte Erice
La morte di Sappracone arriva in una giornata drammatica per il mondo dei rally italiano, dopo altri due gravissimi incidenti avvenuti nelle ultime ore.
Al Rally 1000 Miglia, a Bione, nel Bresciano, un’auto in gara aveva travolto uno spettatore, Francesco De Pasquale, 63 anni, morto sul posto.
Al Monte Erice, invece, una vettura uscita dal tracciato aveva travolto alcuni presenti alla postazione 9, provocando la morte di due giovani spettatori e il ferimento di un commissario di gara.
Tre tragedie distinte, in competizioni diverse, che hanno trasformato un fine settimana dedicato ai motori in un drammatico bilancio di vittime.
Le indagini sull’incidente di Mileto
Ora saranno i rilievi dei carabinieri e gli accertamenti tecnici a chiarire cosa abbia provocato l’uscita di strada della Skoda Fabia.
Gli investigatori dovranno ricostruire la traiettoria, verificare le condizioni del tracciato e ogni altro elemento utile a comprendere la dinamica dell’impatto.
Intanto, nel mondo dei rally, il nome di Stefano “Fina” Sappracone viene ricordato da colleghi, piloti e appassionati che avevano condiviso con lui anni di gare, trasferte e tracciati.
Quella che doveva essere una domenica di competizione si è invece chiusa con il silenzio delle auto ferme e con una comunità sportiva costretta a piangere la morte di uno dei suoi protagonisti.

