A destra Angelina Stone è tra le vittime della strage con il figlio che aspettava e gli altri due bimbiA destra Angelina Stone è tra le vittime della strage con il figlio che aspettava e gli altri due bimbi

Nove morti a Erie, compreso il presunto assassino: tra le vittime una giovane madre all’ottavo mese di gravidanza e i suoi due bambini

Doveva diventare mamma per la terza volta nel giro di pochi giorni. Aveva già scelto un nome per il bambino che portava in grembo, Kyrie, e si preparava ad accoglierlo insieme agli altri due figli. Ma la vita di Angelina Stone e dei suoi bambini è stata spezzata in una delle più drammatiche stragi familiari avvenute negli Stati Uniti. La giovane donna, incinta di otto mesi, è stata uccisa nella sparatoria avvenuta venerdì 9 ottobre in un’abitazione di Erie, in Pennsylvania.

Con lei sono morti il piccolo Isiah, di 5 anni, la figlia Amari’anna, di circa un anno, e il bambino che non aveva ancora avuto la possibilità di nascere. Il bilancio complessivo è di nove morti, compreso il presunto autore degli spari, un uomo di 45 anni che secondo gli investigatori era imparentato con sette delle otto vittime. La polizia sta cercando di ricostruire il movente di una tragedia che ha lasciato una famiglia e un’intera comunità sotto shock.

Angelina Stone aspettava il piccolo Kyrie: il parto previsto a giorni

La storia di Angelina rende ancora più doloroso il bilancio della strage. Secondo le testimonianze raccolte dai media statunitensi, la donna avrebbe dovuto partorire entro quattro giorni. Il bambino si sarebbe chiamato Kyrie e sarebbe stato il terzo figlio della giovane madre.

Invece, insieme ad Angelina sono morti anche Isiah, di 5 anni, e Amari’anna, che aveva circa un anno. Tre bambini, considerando anche il nascituro, travolti da una violenza consumata nella casa di famiglia.

La notizia ha raggiunto rapidamente la comunità di Erie, dove parenti e conoscenti cercano di comprendere come sia potuto accadere un fatto tanto devastante. Una raccolta fondi online è stata avviata per contribuire alle spese funerarie di Angelina e dei suoi figli. Nel messaggio pubblicato dai promotori vengono ricordati i loro nomi, insieme alla richiesta di aiuto per affrontare i costi e il dolore di una perdita che coinvolge più generazioni.

La strage in casa a Erie: otto vittime e il presunto assassino morto

La sparatoria è avvenuta venerdì 9 ottobre in un’abitazione di Erie, in Pennsylvania. Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, gli agenti sono intervenuti dopo una segnalazione di colpi d’arma da fuoco. All’arrivo, hanno trovato due donne senza vita all’esterno dell’abitazione; altre vittime sono state rinvenute all’interno.

Il bilancio comprende otto persone uccise e il presunto aggressore, morto per una ferita d’arma da fuoco che gli investigatori ritengono essersi inflitto da solo. Il capo della polizia di Erie, Rick Lorah, ha spiegato che sette delle vittime erano legate da rapporti familiari all’uomo, mentre l’ottava era un’amica della famiglia.

Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, due donne sarebbero arrivate nei pressi della casa dopo l’inizio della sparatoria, cercando aiuto. Le ricostruzioni delle autorità indicano che sarebbero state colpite all’esterno dell’abitazione.

Gli investigatori ritengono che tutte le persone coinvolte fossero già morte quando gli agenti sono arrivati sul posto. La polizia ha escluso un pericolo ancora in corso per la comunità, ma l’indagine è tuttora aperta e numerosi dettagli devono essere chiariti.

«Non sembrava una persona diversa»: il racconto del padre di una vittima

Tra le testimonianze più dolorose c’è quella di Julius Windham, padre della piccola Amari’anna. Parlando con l’Associated Press mentre si trovava vicino a un memoriale dedicato alle vittime, l’uomo ha raccontato di non aver mai percepito nel presunto aggressore segnali evidenti di un comportamento fuori dall’ordinario.

«Penso che fosse solo una facciata», ha detto Windham, riferendosi all’atteggiamento che l’uomo avrebbe mostrato in precedenza. Il presunto assassino, secondo il suo racconto, appariva tranquillo e sorridente, una normalità che rende ancora più difficile accettare quanto accaduto.

Il padre della bambina ha descritto il vuoto lasciato dalla morte della figlia e della sua famiglia. «Sono distrutto, amico», ha raccontato, spiegando di essere tornato a Erie dopo essersi allontanato per cercare una vita diversa. «Ho perso mia figlia, la madre di mia figlia, la persona per cui lottavo per rimanere in vita».

Parole che restituiscono la dimensione personale di una tragedia che i numeri, da soli, non possono raccontare. Dietro il bilancio delle vittime ci sono legami spezzati, bambini che non cresceranno e familiari costretti ad affrontare perdite multiple.

Il presunto aggressore era il patriarca della famiglia: il movente resta da chiarire

Secondo quanto riferito dalla polizia, il presunto autore della strage era un uomo di 45 anni legato da rapporti di parentela a sette delle otto vittime. Le autorità non hanno ancora reso pubblica la sua identità nelle informazioni diffuse finora.

Il capo della polizia Rick Lorah ha dichiarato che eventuali problemi di salute mentale potrebbero aver avuto un ruolo, ma ha precisato che è troppo presto per stabilire un movente. Gli investigatori stanno esaminando gli elementi raccolti sulla scena e le informazioni disponibili per ricostruire che cosa abbia preceduto la sparatoria.

È quindi necessario distinguere le ipotesi dalle conclusioni: al momento non esiste una spiegazione definitiva del perché l’uomo abbia aperto il fuoco contro i propri familiari e una persona vicina alla famiglia.

La polizia ha invitato inoltre il pubblico a non condividere i video della tragedia che circolano online, nel rispetto delle vittime e dei loro cari.

La raccolta fondi per i funerali: «Una tragedia inimmaginabile»

Per sostenere le spese funerarie di Angelina e dei suoi bambini è stata organizzata una raccolta fondi su GoFundMe. Il messaggio dei promotori cita i nomi della giovane madre, di Isiah, di Amari’anna e del piccolo Kyrie, chiedendo un aiuto concreto per affrontare le conseguenze della strage.

Anche le autorità locali hanno espresso il proprio cordoglio. La comunità di Erie si trova ora a fare i conti con una delle tragedie più dolorose della sua storia recente, mentre gli investigatori continuano a lavorare per chiarire la sequenza degli eventi.

Angelina era a pochi giorni dal parto. Isiah aveva 5 anni, Amari’anna circa un anno. Kyrie avrebbe dovuto nascere a breve. Le loro vite, insieme a quelle degli altri familiari e dell’amica uccisa, sono state spezzate in poche ore.

Il dolore di Erie è quello di una famiglia privata del proprio futuro, con una madre che non ha potuto abbracciare il suo terzo figlio e due bambini che non avranno la possibilità di crescere. Mentre la polizia cerca ancora risposte sul movente, restano i nomi delle vittime e la difficile attesa di chi dovrà dare loro l’ultimo saluto.

Di Redazione

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