Il tragico ritrovamento in via Madonna degli AngeliIl tragico ritrovamento in via Madonna degli Angeli

Alexander Lopez Kevin Escobar trovato senza vita, l’autopsia esclude per ora una morte violenta

Era stato aggredito, insultato e spinto nel Naviglio da due persone appena dieci giorni prima. Ora Alexander Lopez Kevin Escobar, 24 anni, originario di El Salvador, è stato trovato morto a Vigevano, in provincia di Pavia. Una coincidenza temporale che ha inevitabilmente acceso l’attenzione degli investigatori, chiamati a chiarire se tra l’aggressione del 21 agosto e il decesso possa esistere un qualche collegamento.

Le prime risultanze medico-legali, tuttavia, sembrerebbero escludere una morte violenta. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un malore, verosimilmente collegato all’assunzione di sostanze stupefacenti. Gli accertamenti proseguono e saranno necessari ulteriori esami per stabilire con certezza le cause della morte.

Il ritrovamento nella mattinata

Il corpo del 24enne è stato trovato intorno alle 10 di questa mattina.

Secondo le informazioni disponibili, il giovane è stato rinvenuto all’interno dell’edificio di via Madonna degli Angeli, non lontano dalla stazione ferroviaria, una struttura abbandonata frequentata anche da persone senza fissa dimora.

A dare l’allarme sarebbe stato un altro giovane residente nello stesso stabile, che si è trovato davanti alla drammatica scoperta.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e gli specialisti della Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione delle ultime ore di vita del 24enne.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo mentre vengono raccolti tutti gli elementi utili a chiarire la vicenda.

Dieci giorni prima era stato spinto nel Naviglio

La morte arriva a distanza di appena dieci giorni da un episodio che aveva provocato forte indignazione a Vigevano.

Il 21 agosto, Alexander era stato avvicinato da due persone che lo avevano insultato pesantemente con espressioni legate al suo orientamento sessuale. La situazione era poi degenerata fino all’aggressione fisica: il giovane era stato spinto nel Naviglio che scorre nelle vicinanze della sua abitazione.

Nonostante la caduta in acqua, il 24enne era riuscito a risalire autonomamente a riva.

I soccorritori lo avevano quindi accompagnato al pronto soccorso in codice verde. Alexander, però, si era allontanato dalla struttura prima di essere sottoposto alla visita medica.

Un elemento che gli investigatori dovranno necessariamente ricostruire nell’ambito degli accertamenti sulla sua morte, insieme a ciò che è avvenuto nei giorni successivi all’aggressione.

I due aggressori erano stati identificati e denunciati

Dopo l’episodio del 21 agosto, le forze dell’ordine erano riuscite a identificare i due presunti aggressori.

Si tratta di due uomini di 28 e 33 anni, uno dei quali con precedenti penali. Nei loro confronti era scattata la denuncia per discriminazione legata all’orientamento sessuale, lesioni personali, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’aggressione aveva suscitato una forte reazione nella città, anche per la violenza delle offese e per il fatto che il giovane fosse stato gettato nel corso d’acqua.

Ora, dopo la morte di Alexander, quell’episodio torna inevitabilmente al centro degli accertamenti, anche se al momento non è stata stabilita alcuna relazione causale tra l’aggressione e il decesso.

Le prime verifiche: esclusa una morte violenta

È proprio questo uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta.

I primi accertamenti medico-legali avrebbero fatto emergere elementi compatibili con una morte non violenta. L’ipotesi che al momento sembrerebbe prevalere è quella di un decesso per cause naturali, con la possibilità che un malore sia stato provocato dall’assunzione di droghe.

Si tratta però di una prima valutazione e non di una conclusione definitiva.

Gli investigatori non intendono lasciare nulla al caso, soprattutto considerando la vicinanza temporale con la violenta aggressione subita dal giovane. Saranno gli ulteriori esami medico-legali e tossicologici a fornire elementi decisivi per stabilire cosa abbia provocato la morte.

Il dubbio sul legame con l’aggressione

La domanda più delicata riguarda dunque il rapporto tra i due episodi.

Alexander era stato spinto nel Naviglio il 21 agosto, era riuscito a uscire dall’acqua e aveva raggiunto il pronto soccorso, dal quale si era poi allontanato prima della visita. Dieci giorni dopo è stato trovato morto.

La coincidenza temporale ha imposto agli investigatori di verificare ogni possibile collegamento, ma non significa che l’aggressione abbia provocato la morte.

Al momento, infatti, le prime risultanze non indicano una morte violenta. L’eventuale presenza di sostanze nel corpo del giovane e le loro concentrazioni saranno elementi fondamentali per comprendere se un’intossicazione o un malore possano aver determinato il decesso.

La città torna a interrogarsi

La vicenda riporta così al centro dell’attenzione una storia che aveva già suscitato indignazione a Vigevano.

Da una parte c’è l’aggressione del 21 agosto, con le accuse rivolte ai due uomini identificati e denunciati. Dall’altra c’è una morte improvvisa, arrivata appena dieci giorni più tardi e ancora da spiegare completamente.

Per ora, gli elementi emersi dagli accertamenti medico-legali sembrerebbero allontanare l’ipotesi di una morte violenta. Ma le indagini della Polizia proseguono proprio per ricostruire con precisione le ultime ore di Alexander e le cause che hanno portato alla sua morte.

Soltanto gli esami successivi potranno stabilire se si sia trattato di un malore, di un’intossicazione o di un’altra causa e, soprattutto, se l’aggressione subita pochi giorni prima abbia avuto oppure no un ruolo nella tragica fine del 24enne.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *