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Zangrillo: ‘A sentire certe notizie dovremmo fare tutti testamento, a marzo il rumore delle sirene era lacerante’

Zangrillo

La situazione non è drammatica” – così Alberto Zangrillo, primario dellUnità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano. Il professionista che ha seguito Silvio Berlusconi dopo la positività al Covid 19 è intervenuto nel corso del telegiornale di Rete 4.

Zangrillo: ‘Il 70% delle persone che arriva in ospedale è un codice verde’

“In questo momento abbiamo una situazione diversa da tutti quella che stanno narrando quasi come se dovessimo fare testamento e cercare di soffrire il meno possibile aspettando di morire. Il 70% delle persone che arrivano in un grande ospedale metropolitano è un codice verde e la maggior parte dei contagiati sono asintomatici cioé persone che sono venute a contatto con il virus. La maggior parte di loro potrebbe restare a casa” – ha chiarito Zangrillo che respinge con fermezza l’ipotesi di un nuovo lockdown in Italia.

‘Il messaggio che stiamo dando porta la gente in pronto soccorso’

“Non si può chiudere tutto e fare il lockdwon generalizzato senza tenere conto delle differenze e delle osservazioni che quotidianamente stiamo facendo, della situazioni epidemiologica, delle statistiche, del numero degli accessi, delle persone che sono guarite rispetto a quelle che sono in terapia intensiva.

La situazione non è così drammatica come a marzo, altrimenti abbiamo già perso in partenza. Il messaggio che stiamo dando porta la gente in pronto soccorso”.

‘A marzo il rumore delle sirene era lacerante, oggi no’

L’anestesista ha sottolineato l’importanza di salvaguardare anche le persone che sono affette da patologie diverse dal coronavirus. “Una grande organizzazione sanitaria deve poter occuparsi di tutti i pazienti. Non si può pensare che la soluzione sia soltanto l’ospedale”.

Secondo Zangrillo il problema non si può risolvere “mettendo a nanna tutti alle 21:00”. “A marzo era lacerante il rumore delle sirene, oggi ne sento una ogni 4-5 ore. La sensazione è di innegabile ottimismo”

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