Aveva 57 anni ed era al fianco della band salentina dagli inizi della carriera, sarebbe stato stroncato da un infarto
Per anni è stato una presenza discreta, costante, quasi inseparabile dai Negramaro. Un uomo che conosceva abitudini, paure e momenti difficili della band, condividendone il percorso lontano dai riflettori. La morte di Antonio Boccuni, 57 anni, storico bodyguard del gruppo salentino, lascia un vuoto profondo tra i musicisti e chi gli è stato vicino.
A raccontare il dolore più intimo è Giuliano Sangiorgi, che sui social ha affidato alla memoria dell’amico parole cariche di commozione. «Io non ho più la mia ombra più dolce. Addio Antonio mio», ha scritto il frontman, scegliendo un’immagine che restituisce il legame speciale costruito negli anni.
Secondo quanto riportato da Adnkronos, Boccuni sarebbe morto a causa di un infarto. La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente la band, che gli ha dedicato un messaggio collettivo: «Dopo tutti questi anni insieme il vuoto che lasci è incolmabile. Grazie per essere stato parte di noi».
Una presenza accanto ai Negramaro fin dagli inizi
Originario di Genova, Antonio Boccuni aveva accompagnato i Negramaro durante una parte fondamentale della loro storia artistica, quando il gruppo non aveva ancora raggiunto la popolarità che lo avrebbe portato sui principali palchi italiani.
Il suo lavoro lo aveva reso una figura familiare anche per il pubblico: era spesso accanto a Giuliano Sangiorgi e agli altri componenti della band durante concerti, eventi e appuntamenti ufficiali. Ma il rapporto con i musicisti, con il passare del tempo, era andato ben oltre quello professionale.
A ricordarlo è anche un amico che racconta di averlo conosciuto nel 2007, in occasione di un concerto dei Negramaro alle Cave del Duca, a Cavallino, nel Salento. Era il 16 agosto, ultima tappa del La Finestra Tour. Dopo il live, il gruppo si era ritrovato a una festa sulla spiaggia di Porto Cesareo, dove quell’amicizia aveva trovato terreno fertile.
All’epoca Boccuni era la guardia del corpo della band e osservava con una certa sorpresa la confidenza tra il narratore e i musicisti. Con il tempo, però, tra loro era nato un rapporto così spontaneo da rendere spesso superflue le parole.
Il ricordo dell’amico: «Mi infondeva speranza»
Nel suo racconto, l’amico ripercorre anche uno dei momenti più delicati vissuti dai Negramaro: il settembre del 2018, quando il chitarrista Emanuele “Lele” Spedicato fu colpito da un’emorragia cerebrale.
In quei giorni di paura, il contatto con Boccuni rappresentava una fonte di conforto. L’amico lo chiamava per sapere come stesse affrontando la situazione e riceveva da lui parole capaci di alimentare la speranza.
Oggi quel ricordo assume un significato diverso, davanti a una perdita arrivata improvvisamente. «Non meritavi questo, amico mio», scrive, dando voce allo smarrimento di chi si trova a fare i conti con un’assenza inattesa.
Il messaggio si chiude con un riferimento alle canzoni della band, diventate parte del linguaggio affettivo condiviso: «Oggi davanti a me non Cade la Pioggia, ma è come se ci fosse un uragano. Come direbbero i tuoi ragazzi, sarebbe bello averti ancora Solo 3 Minuti. Buon viaggio Antonio».
L’arcobaleno e il messaggio di Giuliano Sangiorgi ai figli
Tra le parole più toccanti c’è il ricordo personale condiviso da Giuliano Sangiorgi. Il cantante ha pubblicato una fotografia di un arcobaleno, raccontando che proprio in quel momento stava cercando di mettersi in contatto con Boccuni, senza riuscire a raggiungerlo.
Il frontman ha spiegato di aver provato a chiamarlo più volte, aspettandosi la consueta risposta. «Strano», aveva pensato quando l’amico non si era fatto vivo. Solo dopo avrebbe compreso che, in quelle stesse ore, Antonio se n’era andato.
Nella foto comparivano anche i figli Stella e Michele. Sangiorgi ha ricordato come Boccuni amasse trascorrere del tempo sulla terrazza di casa sua, trasformando quel dettaglio quotidiano in un’immagine ancora più dolorosa.
«Ora chi lo dice ai miei bambini che quell’arcobaleno eri tu?», ha scritto. E ancora: «Stavolta non posso chiederti di affrontare anche questo per me. Mi tocca e dovrò imparare a camminare di nuovo, da solo».
Un addio che racconta non soltanto il dolore per la scomparsa di un collaboratore storico, ma la perdita di un amico entrato profondamente nella vita privata del cantante e della sua famiglia.
Il messaggio della band dopo il concerto in tv
La notizia arriva in una fase particolare per i Negramaro. Martedì 20 ottobre Rai 2 ha trasmesso il concerto all’Arena di Verona, Una storia ancora semplice, uno degli appuntamenti più recenti del percorso del gruppo prima della lunga pausa annunciata.
Nel messaggio dedicato a Boccuni, i musicisti hanno voluto sottolineare quanto fosse parte della loro storia: «Dopo tutti questi anni insieme il vuoto che lasci è incolmabile. Grazie per essere stato parte di noi».
Parole che riassumono il legame costruito nel tempo, attraverso viaggi, concerti e momenti condivisi lontano dal palco. Antonio Boccuni non era soltanto l’uomo incaricato di proteggere la band: era una presenza di fiducia, un amico e una parte della famiglia dei Negramaro.
Ed è proprio questa vicinanza, raccontata attraverso ricordi, fotografie e messaggi d’addio, a rendere ancora più dolorosa la sua scomparsa.

