Bastoni esulta dopo l'espulsione di KaluluBastoni esulta dopo l'espulsione di Kalulu

Perché Bastoni ha chiuso i commenti dopo Inter-Juventus?

Inter-Juventus non è mai solo una partita. È un capitolo infinito di polemiche, sospetti, accuse incrociate. E questa volta il campo si è trasferito sui social, dove Alessandro Bastoni e la moglie Camilla sono stati travolti da un’ondata di odio.

Dopo l’episodio che ha portato all’espulsione di Pierre Kalulu, sotto gli ultimi post Instagram del difensore nerazzurro sono comparsi centinaia di messaggi: insulti, minacce, frasi irripetibili. “Povero bambino che ha un padre così schifoso”. “Che bello quando morirai insieme ai tuoi figli”. Parole che superano il confine della rivalità sportiva e sprofondano nell’abisso.

La decisione è stata inevitabile: commenti disattivati. Un silenzio digitale come unica forma di difesa.


Cosa è successo in Inter-Juventus con Kalulu?

La gara di San Siro – vinta 3-2 dall’Inter – è stata segnata dalla doppia ammonizione a Kalulu per un contatto con Bastoni. Un episodio che le immagini televisive hanno poi ridimensionato, mostrando una dinamica ritenuta da molti una simulazione del difensore nerazzurro.

L’arbitro Federico La Penna ha estratto il secondo giallo, lasciando la Juventus in dieci per tutto il secondo tempo. Il Var, per protocollo, non è potuto intervenire trattandosi di doppia ammonizione.

Il risultato? Corto circuito perfetto: Juve furente, Inter in difesa, social in fiamme.


Rocchi attacca i simulatori

La mattina dopo arriva la presa di posizione dell’Aia. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ammette l’errore: “La decisione è chiaramente errata e non abbiamo potuto usare il Var per sanarla”.

Ma Rocchi non si limita all’autocritica. E qui la temperatura si alza. “C’è stata una simulazione chiara. L’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti i modi di fregarci”.

Parole che suonano come un atto d’accusa diretto. Non solo errore arbitrale, ma cultura della furbizia. Un tema che va oltre Inter-Juve e investe l’intero sistema.


Minacce e odio online: dove finisce il tifo?

Nel frattempo, la polemica si trasforma in linciaggio digitale. Non più moviola, ma minacce ai figli. Non più tattica, ma insulti personali.

Anche la politica interviene: c’è chi critica Bastoni per la simulazione e chi condanna con fermezza la deriva violenta dei social. Perché una cosa è discutere di calcio, altra è augurare la morte a una famiglia.

Inter-Juventus è da sempre la partita delle polemiche, dai tempi del caso Ronaldo-Iuliano fino a oggi. Ma il confine si è spostato. Oggi la rabbia non resta negli stadi: esplode online, senza filtro.


Juventus furiosa, Elkann chiama Gravina

La Juventus non ha nascosto l’irritazione. Il club ha parlato di “episodio imbarazzante visto in tutto il mondo”. Anche John Elkann, presidente di Exor, avrebbe contattato il numero uno della Figc per esprimere preoccupazione sugli errori arbitrali.

Nel frattempo Kalulu ha rilanciato nelle sue storie Instagram il video delle due ammonizioni. Un gesto che suona come una richiesta di revisione morale, se non tecnica.


Il nodo Var e la possibile svolta

Sotto accusa c’è soprattutto il protocollo Var. L’Ifab starebbe valutando l’introduzione della revisione anche per la seconda ammonizione dalla prossima stagione. Una modifica che potrebbe evitare altri casi simili.

Ma il danno resta. Una partita che incide sulla corsa scudetto e sulla Champions League, una decisione ammessa come sbagliata, un calciatore finito nel tritacarne social.

E la domanda resta sospesa: chi paga davvero il prezzo di un errore arbitrale?

Nel calcio italiano, spesso, non è solo l’arbitro. È il bersaglio di turno. Oggi si chiama Bastoni. Domani chissà.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *