Orazio RussoOrazio Russo

Chi era Orazio Russo e quale eredità lascia

Il mondo del calcio italiano piange la scomparsa di Orazio Russo, ex attaccante e storico protagonista del Catania, spentosi all’età di 52 anni dopo una lunga malattia. Russo, originario della Sicilia, aveva debuttato in Serie A nel 1993 con il Lecce, all’epoca guidato da Nedo Sonetti, e nel corso della sua carriera ha vestito le maglie di Spal, Savoia, Acireale, Padova, Perugia e Gela.

Particolarmente legato all’Acireale, di cui è stato capitano, Russo ha realizzato 30 gol, ma è con il Catania che il suo nome resterà scolpito nella memoria dei tifosi. Protagonista della squadra che riportò gli etnei in Serie A sotto la presidenza di Antonino Pulvirenti, Russo non si limitò al campo da gioco: dopo il ritiro ha continuato a dedicarsi al club come responsabile del settore giovanile, contribuendo alla crescita di nuove generazioni di calciatori con passione e dedizione.

Il ricordo del Catania e dei tifosi

Il Catania Football Club lo ha commemorato con un post sui propri profili social:
“Il presidente Rosario Pelligra, il vice presidente e amministratore delegato Vincenzo Grella e il Catania Football Club in tutte le sue componenti esprimono profondo dolore per la scomparsa di Orazio Russo, uomo di grandi valori. Da responsabile del settore giovanile, da tecnico e da calciatore, per il Catania ha sempre speso le sue grandi qualità con orgoglio e senso di appartenenza. Siamo e saremo vicini alla famiglia Russo. Addio Orazio, ti porteremo sempre nel cuore.”

Le parole del club sottolineano non solo il valore umano di Russo, ma anche la sua influenza duratura sul progetto sportivo del Catania. Per chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e per i tifosi, Russo rappresenta un simbolo di dedizione, attaccamento ai colori e professionalità.

Una carriera tra gol, leadership e appartenenza

Orazio Russo non è stato soltanto un goleador. La sua carriera è un percorso segnato da costanza, leadership e impegno, qualità che lo hanno reso un punto di riferimento in campo e fuori. Dopo le esperienze con Padova, Perugia e Gela, il ritorno al Catania lo consacrò come uno dei protagonisti della rinascita del club. La sua capacità di guidare i giovani calciatori ha lasciato un’impronta indelebile nel vivaio etneo.

L’eredità di un uomo di calcio

La scomparsa di Russo arriva come un dolore profondo per il calcio siciliano e per tutti coloro che hanno seguito la sua carriera. Il suo esempio di impegno, professionalità e senso di appartenenza al club rappresenta un modello da ricordare e tramandare. Oggi, oltre ai numeri e ai gol, resta il ricordo di un uomo che ha vissuto il calcio con passione autentica, diventando un pilastro del Catania e un esempio per le future generazioni.

Il calcio italiano, e in particolare la Sicilia, salutano un protagonista autentico, un uomo il cui ricordo continuerà a vivere negli stadi e nei cuori dei tifosi.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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