Il campione azzurro si conferma sul trono continentale con una spallata da 22,31 metri, argento per Weir, bronzo allo svedese Petersson
Leonardo Fabbri è ancora campione d’Europa nel getto del peso. A Birmingham l’azzurro ha difeso il titolo conquistato a Roma nel 2024 con una gara in crescendo, chiusa con una spallata da 22,31 metri, misura che gli ha consegnato la medaglia d’oro e confermato il suo dominio continentale.
Ma la festa italiana è stata ancora più grande: alle sue spalle, infatti, è arrivato Zane Weir, argento con 21,12 metri. Una splendida doppietta azzurra, completata sul podio dallo svedese Wictor Petersson, bronzo con 20,86.
Fabbri, la spallata decisiva arriva al terzo lancio
Il campione italiano ha costruito il successo senza concedere spazio agli avversari. Dopo un primo lancio da 21,36 metri, Fabbri ha subito mostrato di avere ancora margine, migliorandosi a 21,78.
Poi, al terzo tentativo, è arrivato il lancio che ha chiuso virtualmente i giochi: 22,31 metri, una misura sufficiente per mettere al sicuro il titolo e trasformare la finale degli Europei di Birmingham in una festa tutta azzurra.
Fabbri, già campione europeo a Roma, ha così confermato il proprio status ai vertici della specialità. Una prestazione solida, costruita senza lasciarsi condizionare dalla pressione e con la capacità di crescere lancio dopo lancio.
A fine gara, l’azzurro si è presentato con una corona in testa, celebrando così il suo nuovo titolo e il ruolo di re d’Europa.
«Sono veramente felice, me la sono goduta»
«Sono veramente felice, me la sono goduta», ha raccontato Fabbri dopo la gara. L’azzurro ha spiegato di aver impostato la finale proprio con l’obiettivo di migliorare progressivamente: «Volevo fare una gara in crescendo e sono contentissimo».
Il traguardo era chiaro fin dall’inizio: tornare a casa con l’oro.
«Era l’obiettivo ed è stato bellissimo. Mi sono divertito da morire», ha aggiunto il campione europeo, sottolineando anche il significato della doppietta con Weir.
«Bello anche avere fatto l’uno-due con Zane. Abbiamo dimostrato di essere i più forti in Europa».
Parole che fotografano perfettamente una serata speciale per l’atletica italiana. Non soltanto il titolo individuale di Fabbri, dunque, ma anche la conferma di una scuola azzurra capace di occupare i primi due gradini del podio nella specialità.
Zane Weir d’argento: «Una medaglia che mi ripaga»
Alle spalle di Fabbri ha chiuso Zane Weir, autore di un eccellente 21,12 metri già al primo lancio.
Per l’azzurro si tratta di un argento dal valore particolare, arrivato al termine di una stagione che lui stesso ha definito complicata.
«È stata una stagione difficile per me, ma adesso sono felice di questo risultato», ha raccontato Weir.
Il livello della finale, secondo il lanciatore azzurro, era altissimo e riuscire a competere con i migliori non era affatto scontato: «Per me essere arrivato qui a gareggiare con i migliori non è stato facile. È una medaglia che mi ripaga».
La sua prestazione ha così completato una doppietta storica per l’Italia, con Fabbri davanti a tutti e Weir immediatamente alle sue spalle.
Petersson sul podio, sesto posto per Nick Ponzio
Il terzo posto è andato allo svedese Wictor Petersson, che ha raggiunto quota 20,86 metri.
In finale c’era anche un altro italiano, Nick Ponzio, autore di una prova positiva ma fuori dal podio. Per lui il sesto posto con una misura di 20,76 metri.
Il risultato complessivo degli azzurri resta però straordinario: oro e argento nella stessa finale europea, con Fabbri capace di confermarsi campione e Weir pronto a raccogliere una medaglia importante dopo una stagione complicata.
Zaynab Dosso settima nei 100 metri
La giornata azzurra ha regalato anche una nota amara. Zaynab Dosso non è riuscita a completare la sua rimonta nella finale dei 100 metri femminili.
Dopo una buona semifinale, la velocista italiana è uscita dai blocchi senza trovare la partenza desiderata e ha chiuso al settimo posto in 11.12.
Il titolo europeo è andato alla britannica Amy Hunt, prima in 11.00. Argento per la polacca Ewa Svoboda, bronzo per la belga Delphine Nkansa.
Al termine della gara Dosso non ha nascosto la delusione: «Oggi mi do un due. Non sono riuscita a reagire e voglio essere severa con me stessa».
La velocista ha ammesso che il risultato brucia soprattutto per le aspettative con cui era arrivata alla finale: «Ero pronta e uscire dallo stadio vedendo i tempi di medaglia, mi brucia un po’ perché era una gara alla mia portata. È un boccone amaro da mandare giù».
A Birmingham, però, il sorriso più grande resta quello di Leonardo Fabbri, ancora una volta sul tetto d’Europa e protagonista, insieme a Zane Weir, di una delle più belle doppiette italiane della rassegna.

