Nadia Battocletti e Tamberi sul gradino più alto del podio con Sioli bronzoNadia Battocletti e Tamberi sul gradino più alto del podio con Sioli bronzo

Gimbo risorge nel giorno del primo compleanno della figlia e conquista il titolo nell’alto. Battocletti fa la storia nei 10.000: Italia prima nel medagliere

A Birmingham è tornato il re. E stavolta il trionfo di Gianmarco Tamberi ha un significato ancora più speciale: l’oro europeo nel salto in alto arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla, la bambina alla quale il campione aveva promesso di tornare a volare.

Una promessa mantenuta nel modo più spettacolare possibile. Dopo mesi complicati, problemi fisici, la delusione di Parigi e qualificazioni che lo avevano lasciato tutt’altro che soddisfatto, Tamberi si è ripreso il trono d’Europa all’Alexander Stadium. Accanto a lui, sul podio, anche il giovane Matteo Sioli, bronzo nonostante un infortunio che lo ha costretto a interrompere la gara.

La serata perfetta dell’Italia è stata completata dall’oro di Nadia Battocletti nei 10.000 metri e dal bronzo di Fausto Desalu nei 200, risultati che hanno proiettato gli azzurri in testa al medagliere dei campionati continentali.

Tamberi, la promessa a Camilla diventa realtà

Poche ore prima della gara, Tamberi aveva affidato ai social un messaggio dedicato alla figlia. Camilla era sugli spalti nel giorno del suo primo compleanno e Gimbo aveva scritto di voler tornare a volare proprio per lei.

Quando è arrivato il momento di saltare, però, la serata non era iniziata nel migliore dei modi. Il primo salto a 2,18 è stato un errore, quasi il prologo di un’altra gara complicata.

Poi è cambiato tutto.

Tamberi ha superato 2,23 e 2,27, ritrovando progressivamente sicurezza, ritmo e soprattutto quella capacità di trasformarsi quando la gara entra nel vivo che lo ha reso uno degli atleti più amati dello sport italiano.

Dall’altra parte c’era l’ucraino Oleh Doroshchuk, il grande favorito, con il quale si è acceso un testa a testa all’ultimo centimetro.

Il duello con Doroshchuk e il salto che vale l’oro

A 2,32 è arrivato il momento decisivo. Tamberi ha fallito un tentativo, ma non si è disunito. Ha richiamato il pubblico, ha cercato quella spinta emotiva che tante volte lo ha accompagnato nelle sue imprese e al tentativo successivo ha superato l’asticella.

Doroshchuk non è riuscito a fare altrettanto.

Il titolo europeo era di nuovo suo.

L’esultanza è stata quella del vecchio Gimbo: urla, capriole, la medaglia stretta tra i denti e un’esplosione di emozioni dopo una gara che sembrava quasi impensabile soltanto poche settimane fa.

È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi”, ha raccontato Tamberi dopo la vittoria. “È stata il motivo per cui ho continuato, per cui mi sono rimesso in gioco”.

Poi ha parlato del suo soprannome di casa, “Babà”, e della voglia di non farsi vedere sconfitto dalla figlia.

“Indovina chi è tornato”: Gimbo ritrova se stesso

C’è anche un dettaglio che racconta perfettamente il carattere di Tamberi. Sul numero di gara aveva scritto: “Indovina chi è tornato”.

Non una semplice provocazione, ma una convinzione maturata nonostante i mesi difficili.

Dopo le difficoltà vissute a Parigi e i problemi fisici, compresi i calcoli renali e un problema a un piede, il dubbio era stato inevitabile: continuare o fermarsi?

A Birmingham la risposta è arrivata dalla pedana.

“È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per riuscire a venire fuori”, ha spiegato il campione, raccontando la sensazione provata durante la gara.

E poi il pensiero alla famiglia: “La medaglia, la vittoria, le dedico alla mia stupenda famiglia, a Chiara e Camilla”.

Una dedica che rende questo oro diverso dagli altri. Non soltanto un titolo da aggiungere alla carriera, ma la risposta di un campione che ha scelto di continuare quando sarebbe stato più semplice fermarsi.

Battocletti fa la storia nei 10.000 metri

Solo un’ora prima della magia di Tamberi, Nadia Battocletti aveva regalato all’Italia un’altra pagina storica.

La trentina ha conquistato l’oro nei 10.000 metri, completando la doppietta 5.000-10.000 in due rassegne europee consecutive. Un’impresa senza precedenti nella storia continentale al femminile.

La gara è rimasta a lungo controllata. Battocletti si è sistemata alle spalle del gruppo di testa formato da Keith, Van Lent e Koster, lasciando che fossero le avversarie a fare il ritmo.

Dopo gli 8.000 metri la velocità è aumentata, ma Nadia è rimasta lucida. Ha aspettato il momento giusto, conservando energie per gli ultimi 250 metri.

Ed è proprio lì che è arrivato il suo capolavoro.

Una progressione irresistibile, con la falcata che si è accesa nel momento decisivo e le avversarie progressivamente staccate. Battocletti ha tagliato il traguardo in 31’41″18, prendendosi un’altra medaglia d’oro.

Sul podio, la corona è finita simbolicamente nelle mani del padre Giuliano.

“Le ragazze hanno fatto una gara importante rispetto ai 5.000, questo mi ha esaltato”, ha spiegato Nadia, raccontando di aver lasciato fare alle rivali prima di giocarsi tutto nel finale.

Sioli e Desalu, altri due bronzi per l’Italia

La serata da sogno della spedizione azzurra è stata completata da altre due medaglie.

Matteo Sioli ha conquistato il bronzo nell’alto insieme a Tamberi, ma non ha potuto completare la gara a causa di un infortunio. Per il giovane azzurro resta comunque una medaglia pesantissima.

Lo stesso Tamberi ha voluto rivolgergli parole importanti: “Non ha bisogno di nessun passaggio di consegne”, ha detto, sottolineando come Sioli sia già a un livello che lui, alla sua età, sognava di raggiungere.

Nel pomeriggio era arrivato anche il bronzo di Fausto Desalu nei 200 metri, prima medaglia individuale a premiare la lunga carriera del velocista azzurro.

E la giornata era iniziata con un altro risultato da ricordare: la 4×400 maschile italiana ha stabilito il nuovo record nazionale in 2’58″10, centrando la finale e firmando anche il record dei campionati.

Finale conquistata pure dalla 4×400 femminile, mentre restano in corsa per le medaglie Pietro Arese nei 1500, Paola Padovan nel giavellotto e Matteo Oliveri nell’asta.

A Birmingham, insomma, l’Italia non si limita a vincere: domina il medagliere. E al centro di una serata destinata a restare nella memoria ci sono due volti simbolo: la regina Nadia Battocletti e un re dell’alto che, proprio nel giorno più dolce per sua figlia, ha finalmente ritrovato il cielo.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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