L’offerta del casolare e la decisione della famiglia
Sta per essere firmato il contratto di comodato d’uso gratuito di tre mesi per il casolare che accoglierà la famiglia Trevallion Birmingham. L’annuncio è stato dato da Eleonora Carusi, figlia di Armando, proprietario dell’immobile che sarà messo a disposizione gratuitamente. Si tratta di una struttura rurale situata ancora nei pressi del bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, un ambiente che la famiglia considerava essenziale per la propria filosofia di vita.
La decisione è nata dopo che Carusi, seguendo la vicenda, aveva appreso la notizia dell’allontanamento dei bambini. «Sono rimasta scioccata, così ho deciso di mettere a disposizione il casolare», ha spiegato. Dopo aver contattato il padre e i legali della famiglia, si è avviato il percorso che porterà alla consegna dell’immobile, dotato di due stanze, cucina, pozzo per l’acqua, bagno a secco e spazi per gli animali.
Il ricorso contro l’allontanamento e la posizione dei legali: ‘Mai impedito rapporto con coetanei’
La famiglia ha depositato il reclamo contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che aveva disposto l’allontanamento dei tre figli dalla casa nel bosco. I bambini si trovano attualmente in una casa famiglia a Vasto. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che assistono i genitori, sottolineano come il ricorso abbia finalmente permesso di illustrare in maniera tecnica e dettagliata gli aspetti ritenuti pregiudizievoli.
Secondo i legali, non vi sarebbe mai stata «una deprivazione del rapporto tra pari», grazie a una minuziosa analisi del metodo di unschooling adottato dalla famiglia, né sarebbero emersi elementi riconducibili a trascuratezza educativa. Le criticità rilevate in ambito igienico-sanitario sono già oggetto di una SCIA e saranno affrontate attraverso «interventi tecnici mirati».
La filosofia educativa dei genitori: “Valori non stereotipati”
Nella nota, i due avvocati spiegano che Catherine e Nathan hanno sempre agito perseguendo il benessere dei figli. La scelta di vivere nel bosco di Palmoli, in un’abitazione essenziale e immersa nella natura, viene descritta come «espressione coerente di una filosofia di vita», fondata su valori non stereotipati e su un modello educativo alternativo.
La vicenda, osservano i difensori, sarebbe stata «offuscata da letture parziali e da strumentalizzazioni» che non terrebbero conto della realtà quotidiana vissuta dai bambini. Se adeguatamente chiariti alcuni passaggi del percorso giudiziario, sostengono, l’esito avrebbe potuto essere diverso sin dall’inizio.
La nuova sistemazione e i lavori nel primo casolare
In attesa di completare i lavori richiesti nell’abitazione originaria nel bosco, la famiglia ha accettato la soluzione temporanea proposta dal ristoratore di Ortona. Nathan ha già visitato la casa, ritenendola idonea per consentire alla famiglia di mantenere la propria organizzazione di vita in un contesto naturale, pur rispondendo alle prescrizioni delle autorità.
I lavori nel primo casolare partiranno a breve, mentre il contratto di comodato è in fase di finalizzazione. Una scelta che gli avvocati definiscono «non un passo indietro, ma un passo avanti», necessario per permettere alla famiglia di rimanere unita e proseguire nel proprio stile di vita.

