Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, i risultati preliminari delle analisi
Le prime analisi effettuate dopo la tragedia di Pietracatella hanno escluso come causa dei decessi di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella di Ielsi, 50 anni, sia i funghi tra gli alimenti sequestrati, sia il veleno per topi. L’attenzione degli inquirenti si concentra ora su altri 19 alimenti sequestrati nelle abitazioni delle vittime e della madre del marito, Gianni di Vita, ricoverato allo Spallanzani di Roma.
Indagini e interrogatori in corso
La Squadra Mobile di Campobasso, guidata da Marco Graziano, ha ascoltato testimoni del paese e sanitari del Cardarelli. L’obiettivo è ricostruire la catena alimentare e individuare possibili contaminazioni. La data dei funerali potrebbe slittare a mercoledì o giovedì della prossima settimana per consentire la partecipazione dei familiari.
Ipotesi scientifiche sulle cause
Il biologo esperto Luciano Oscar Atzori ha indicato varie possibilità: microrganismi tossici, mitilismo dovuto a cozze contaminate, contaminazioni chimiche e materiali a contatto con gli alimenti (Moca). Secondo l’esperto, le amatossine, presenti in alcuni funghi, sono resistenti all’essiccazione e a medie-alte temperature e potrebbero determinare necrosi epatica. Tuttavia, le cause restano al vaglio in attesa dei referti analitici e dei risultati dell’autopsia.
La complessità della tragedia
Al momento, le indagini si concentrano su ipotesi biochimiche e tossicologiche. Alcuni sintomi legati all’intossicazione da funghi possono attenuarsi per 24-48 ore per poi ripartire violentemente, complicando la diagnosi. Anche materiali o pentole contaminati potrebbero avere contribuito alla tragedia.
Conclusione:
La morte di madre e figlia resta avvolta nel mistero. Solo l’autopsia e le analisi definitive potranno chiarire se si sia trattato di contaminazioni alimentari o altre cause chimiche, mentre la comunità resta sgomenta di fronte a questa tragedia di Pietracatella.

