Dolore e silenzio nel Molise: restituiti i corpi di Sara e Antonella
Sono state restituite alla famiglia le salme di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte nei giorni scorsi all’ospedale Cardarelli di Campobasso in seguito a una sospetta intossicazione alimentare. La tragedia, che ha sconvolto l’intera comunità di Pietracatella, resta avvolta da numerosi interrogativi. I funerali, salvo imprevisti, dovrebbero svolgersi il 5 gennaio, giorno in cui il paese proclamerà il lutto cittadino.
Le indagini: sequestrati 19 alimenti, focus sui funghi
Mentre la Procura di Campobasso prosegue le indagini, resta sotto sequestro l’abitazione in cui vivevano le due vittime. Al centro dell’inchiesta ci sono 19 alimenti sequestrati, prelevati sia dall’abitazione della famiglia sia da quella della nonna, nello stesso stabile. Gli accertamenti sono affidati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, che sta analizzando campioni di cibo e campioni biologici per individuare eventuali tossine o contaminazioni.
Tra i prodotti finiti sotto la lente degli inquirenti figurano pietanze consumate nei giorni precedenti al Natale: funghi, polpette, formaggi, conserve, sughi, verdure sott’olio, dolci e piatti a base di pesce. In particolare, l’attenzione degli investigatori si concentra su funghi conservati artigianalmente, ipotizzati come possibile veicolo di una tossina letale, forse riconducibile al botulino. Al momento, tuttavia, nessuna ipotesi viene esclusa.
Autopsia conclusa, ma i risultati non bastano
Le autopsie, durate oltre sette ore, non hanno chiarito con certezza le cause del decesso. Gli esami tossicologici e chimici in corso richiederanno tempo: la Procura ha concesso fino a 90 giorni per i risultati definitivi, anche se si spera in risposte anticipate. Nel frattempo, resta esclusa la pista della contaminazione da farine, inizialmente ipotizzata e poi archiviata dopo i primi accertamenti.
Una famiglia distrutta, il paese sotto shock
Nel frattempo, a Pietracatella il dolore è palpabile. Il padre e marito delle vittime, Gianni Di Vita, e la figlia maggiore Alice sono ancora ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma. Le loro condizioni restano sotto osservazione e dalla loro eventuale dimissione dipenderà anche la data definitiva delle esequie.
Il piccolo centro molisano si prepara a fermarsi per l’ultimo saluto a Sara e Antonella, due vite spezzate in modo improvviso e ancora inspiegabile. “Una tragedia che ha colpito tutti”, ripetono i residenti, mentre cresce l’attesa per conoscere la verità.
L’inchiesta prosegue: nessuna pista esclusa
La Procura di Campobasso ha ribadito che l’indagine resta aperta a ogni scenario. Gli inquirenti attendono i risultati di laboratorio per chiarire se la causa della morte sia riconducibile a una tossina alimentare, a una contaminazione batterica o a un mix di fattori.
Nel frattempo, il sequestro degli alimenti e dell’abitazione resta in vigore. La comunità, ancora sotto shock, aspetta risposte. E soprattutto giustizia.

