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Il dolore della famiglia e le domande senza risposta

Papà Edoardo e mamma Beatrice sono inconsolabili nel giorno dell’ultimo saluto al loro Emanuele Galeppini, morto nella notte di Capodanno nel rogo di Crans-Montana, in Svizzera. Il ragazzo, quasi 17 anni, promessa del golf italiano, è una delle 40 vittime dell’incendio divampato all’interno del bar Le Constellation, dove si stava festeggiando l’arrivo del nuovo anno.

Attraverso il loro legale, l’avvocato Alessandro Vaccaro, i genitori chiedono chiarezza su come sia morto il figlio. Dalle autorità svizzere, spiegano, non sarebbe arrivata alcuna risposta ufficiale, ma solo dubbi. Un aspetto che alimenta interrogativi profondi e dolorosi.


I dubbi sulle cause della morte

Secondo quanto riferito dalla famiglia tramite l’avvocato, il corpo di Emanuele Galeppini non presentava segni evidenti di ustioni. Anche oggetti personali come il telefono cellulare e il portafoglio risultavano integri. Circostanze che hanno spinto i genitori a chiedere spiegazioni precise.

«Non sappiamo nemmeno se fosse dentro il locale o fuori, se sia morto per il gas», è l’amara constatazione riportata dal legale. I familiari hanno provato a ottenere un referto, l’esito di un’autopsia o un documento medico, ma — sempre secondo quanto riferito — non avrebbero ricevuto risposte dalle autorità elvetiche.

Nelle prossime ore l’avvocato Vaccaro entrerà in contatto con un collega svizzero. Successivamente verrà valutata la possibilità di presentare una denuncia alla Procura di Roma per fare piena luce sulla morte del giovane.


Il funerale a Genova: una città in silenzio

Le esequie di Emanuele Galeppini si sono svolte a Genova, nella chiesetta di Boccadasse, alla presenza di familiari, amici, compagni e numerose autorità. Un muro di rose bianche, un cuore di fiori con la scritta “Gli amici di sempre”, le corone dell’Amici del Golf Club Rapallo, dello Sci Club Crans-Montana, della Regione Liguria, del Comune di Genova e del Genoa CFC hanno accompagnato l’ultimo saluto.

In chiesa erano presenti anche il governatore Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis. La funzione è stata celebrata alle 11:30 dall’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca.


Le parole dell’arcivescovo Marco Tasca

Durante l’omelia, monsignor Tasca ha espresso parole di profonda partecipazione al dolore della famiglia:
«La morte di Emanuele, di questi ragazzi, ci lascia storditi e increduli. Il primo pensiero è per l’interruzione dei suoi sogni e della sua vita».

L’arcivescovo ha poi aggiunto una riflessione sulla fede e sulla sofferenza:
«La fede non è un argomento consolatorio, ma la certezza che Dio è con noi quando ci sentiamo soli».

Infine, un appello chiaro:
«Con fiducia chiediamo che la giustizia faccia il suo corso, che la verità emerga e venga fatta luce su eventi così dolorosi».


L’ultimo saluto tra lacrime e applausi

Al termine delle esequie, un lungo applauso ha accompagnato il feretro dalla navata della chiesa di Sant’Antonio fino al carro funebre. Profonda la commozione tra i presenti. In lacrime la madre di Emanuele, stretta al marito e al figlio più piccolo, così come i tanti giovani che hanno voluto partecipare all’ultimo saluto.

Il funerale di Emanuele Galeppini si chiude nel silenzio e nel dolore, mentre resta aperta la richiesta della famiglia: conoscere la verità su quanto accaduto nella notte di Capodanno a Crans-Montana.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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