Il post che rompe il silenzio dopo la tragedia
«Sì, sono la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita». È con queste parole che la fidanzata minorenne di Zouhair Atif, il 19enne arrestato per l’omicidio di Youssef Abanoub, decide di intervenire pubblicamente dopo ore di silenzio e voci incontrollate. Due storie pubblicate su Instagram, a poche ore dalla notizia della morte del giovane, diventano uno sfogo ma anche un appello netto: fermare il gossip e rispettare il dolore di una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità.
La ragazza chiede esplicitamente di non «inventare storie» e di non «scherzare sulla morte di un ragazzo», sottolineando di aver fatto «il possibile per evitare litigi» tra i due studenti. Un messaggio che arriva mentre l’omicidio avvenuto all’interno dell’istituto scolastico di La Spezia continua a sollevare interrogativi, tensioni e un’ondata di reazioni emotive anche sui social.
La distanza dall’aggressore e il dolore personale
Nel suo messaggio, la giovane prende le distanze dal fidanzato arrestato. «Non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo, anzi non gli ho rivolto parola, come giusto che sia», scrive, chiarendo di essere stata sottoposta ad altri accertamenti da parte delle forze dell’ordine. Un passaggio che conferma come anche lei sia stata ascoltata dagli investigatori nell’ambito delle indagini.
Il tono è quello di una ragazza travolta dagli eventi: «È stato sconvolgente anche per me». Poi l’appello: chiunque abbia visto o sappia qualcosa parli, perché «ogni testimonianza è importante». La giovane afferma di sentirsi l’unica in grado, in questo momento, di poter contribuire a fare chiarezza, promettendo di «combattere fino all’ultimo» per la verità e per rispetto delle famiglie coinvolte.
Il movente e le indagini sull’omicidio
Secondo quanto riferito agli inquirenti da Zouhair Atif, il gesto estremo sarebbe maturato per una questione di gelosia. Il 19enne avrebbe accoltellato Youssef Abanoub dopo aver scoperto che la vittima e la ragazza si sarebbero scambiati alcune foto risalenti a quando erano più piccoli. Un movente che gli investigatori stanno valutando nel quadro di una ricostruzione più ampia, che include dinamiche scolastiche, relazioni personali e segnali precedenti di tensione.
La violenza dell’aggressione, avvenuta sotto gli occhi di compagni e docenti, ha acceso un dibattito nazionale sulla sicurezza nelle scuole e sulla gestione dei conflitti tra adolescenti.
La Spezia si ferma: lutto cittadino per Youssef
Nel giorno delle esequie di Youssef Abanoub, La Spezia osserverà il lutto cittadino. Lo ha annunciato il sindaco Pierluigi Peracchini al termine del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, svoltosi in prefettura alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Una decisione condivisa «con le più alte istituzioni dello Stato», come segno di partecipazione collettiva al dolore della famiglia e di una comunità profondamente scossa. Un gesto simbolico che segna il confine tra il rumore del gossip e il silenzio necessario davanti a una tragedia che ha colpito la coscienza civile del Paese.

