Luca SpadaLuca Spada

Le accuse della Procura di Forlì

Ha 28 anni, vive a Meldola ed è autista soccorritore della Croce Rossa. Per gli amici è “Spadino”, ma oggi il nome di Luca Spada è al centro di un’inchiesta della Procura di Forlì: è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di aver provocato la morte di cinque anziani che stava trasportando in ospedale.

Un’accusa pesantissima, ancora nella fase delle indagini preliminari.


La difesa in tv: “Mi è cascato il mondo addosso”

Intervistato dalla trasmissione Dentro la Notizia, Spada respinge ogni addebito:

“Mi è cascato il mondo addosso. Ci sono ancora delle indagini preliminari. Sono chiacchiere cittadine e dei colleghi”.

E aggiunge:

“Fin da quando mi è stata contestata questa cosa mi sono messo a disposizione degli inquirenti”.

Il 28enne sottolinea di non avere restrizioni:

“Al di là dell’indagine della Procura, io sono a casa sereno, tranquillo, senza alcun tipo di restrizioni. Saranno le indagini a fare chiarezza”.


“Erano malati terminali, morti naturali”

Nel merito dei decessi, Spada sostiene che si tratti di morti naturali:

“Le persone non venivano da abitazioni ma andavano da ospedale ad ospedale, erano tutte persone in gravi condizioni, malati terminali. Sono morti naturali. Sono innocente”.

L’operatore della Croce Rossa ha inoltre precisato che in quattro casi si trovava in ambulanza ma non era alla guida del mezzo.


La replica di un familiare: “Non era malata terminale”

Diversa la posizione di almeno una delle famiglie coinvolte. Un parente di una delle vittime, attraverso il proprio legale, ha fatto sapere che la madre “non era una malata terminale”, contestando così uno dei punti centrali della linea difensiva.

Un elemento che potrebbe incidere sugli sviluppi dell’inchiesta.


Il profilo: volontario da giovanissimo e padre da 10 mesi

Spada racconta di essere entrato in Croce Rossa a 14 anni e di lavorare come dipendente da quattro. In passato si era anche candidato alle elezioni comunali come consigliiere.

Accanto a lui, pubblicamente, la fidanzata, madre del loro bambino nato dieci mesi fa:

“Non ho dubbi, lui è innocente al 100%. Anche i suoi genitori lo sanno. Si tratta di un errore, è impossibile. Non è vero, è una cavolata”.


Indagini in corso

L’inchiesta è ancora nella fase preliminare. Saranno gli accertamenti medico-legali e investigativi a stabilire se vi siano responsabilità penali o se, come sostiene l’indagato, si tratti di decessi dovuti esclusivamente alle condizioni cliniche dei pazienti.

Fino a eventuali sviluppi giudiziari, resta valida la presunzione di innocenza.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *