Perché Caterina Balivo si è commossa in diretta a La volta buona?
Una puntata come tante, un dibattito televisivo su coppie con grandi differenze d’età, il consueto balletto di opinioni e testimonianze. Poi, improvvisamente, il cambio di registro: Caterina Balivo si ferma, la voce si spezza, gli occhi si riempiono di lacrime.
Non è una strategia televisiva, non è un momento costruito. È uno squarcio di autenticità che irrompe nel salotto pomeridiano di Rai 1 e sposta il baricentro del programma su un terreno più profondo: quello della fragilità umana e del dolore personale.
«Mi commuovo pensando a delle mie amiche. Vivete la vita perché la vita può cambiare in un istante», ha detto la conduttrice, lasciando lo studio in un silenzio sospeso. Parole che suonano come un monito, ma anche come una confessione.
La storia che ha scosso lo studio: la morte di Helena Comin
A innescare il momento di commozione è stato il racconto delle figlie di Helena Comin, Sharon e Aurora, ospiti della trasmissione.
La madre era morta dopo un intervento chirurgico considerato di routine, una sostituzione di protesi programmata senza segnali di allarme. «Pensavamo tornasse nel pomeriggio, aveva mille cose da fare», ha raccontato Sharon.
Poi la telefonata dall’ospedale, la corsa, il sospetto iniziale che si trattasse di un semplice malore. Ma la realtà si è rivelata ben più drammatica: rianimazione, terapia intensiva, silenzi medici e, infine, la decisione di staccare le macchine dopo cinque giorni di agonia.
Il dolore delle figlie e le domande senza risposta
Il racconto delle due sorelle è un percorso a tappe nel trauma. C’è l’attesa, la speranza, la paura, la comunicazione difficile alla sorellina di 10 anni, il funerale rinviato in attesa dell’autopsia.
«Vogliamo solo capire cosa è successo», ha ribadito Sharon. Un mantra che riecheggia in molte storie di sanità controversa, dove la linea tra fatalità e responsabilità resta sfocata.
Durante la puntata si è parlato anche delle indagini: il chirurgo plastico avrebbe patteggiato, mentre la posizione dell’anestesista resta sotto esame. Secondo il dottor Lorenzetti, presente in studio, il problema potrebbe non essere chirurgico ma legato alla gestione post-operatoria, con una possibile depressione respiratoria dovuta ai farmaci.
Le lacrime di Caterina Balivo e il momento più umano della TV
Mentre le ragazze raccontavano, Caterina Balivo non è riuscita a mantenere il distacco professionale. «Scusate se non siamo riusciti ad essere forti», ha detto con voce tremante.
Un momento raro nella televisione italiana, spesso accusata di cinismo emotivo e spettacolarizzazione del dolore. Qui, invece, la conduttrice appare come una persona che ascolta, assorbe, reagisce.
Il riferimento a «coetanei che non ci sono più» ha aggiunto un livello personale alla sua commozione, trasformando la puntata in un confessionale collettivo.
“Sui social sono piovuti commenti terribili”. Morta a causa di una protesi al seno, due delle quattro figlie della donna raccontano in studio il drammatico episodio #LVB pic.twitter.com/rWPLKQe1xJ
— La Volta Buona (@voltabuonarai) January 30, 2026
Gli attacchi sui social e la reazione della conduttrice
Come spesso accade, la tragedia non si è fermata alla cronaca. La storia di Helena è diventata virale e, insieme alla solidarietà, sono arrivati anche commenti feroci.
«Dicevano che se l’era cercata», hanno raccontato le figlie. Una frase che sintetizza il peggio del tribunale dei social, dove la vittima viene processata post mortem.
La reazione di Balivo è stata netta: «Non dovete rispondere, dovete denunciare. Questa cosa ce la vediamo noi». Una presa di posizione che va oltre il format televisivo e chiama in causa una responsabilità collettiva.
Televisione, dolore e verità: quando il talk diventa testimonianza
“La volta buona” nasce come talk leggero, ma episodi come questo mostrano come il confine tra intrattenimento e testimonianza sia sempre più labile.
Il racconto delle figlie di Helena Comin ha trasformato il programma in una sorta di spazio pubblico di elaborazione del lutto, mentre la commozione della conduttrice ha reso evidente che, dietro le luci dello studio, c’è ancora spazio per l’empatia autentica.
Una frase che resta: “La vita può cambiare in un istante”
La frase pronunciata da Caterina Balivo ha un peso che va oltre il momento televisivo. È un mantra contemporaneo, una sintesi brutale della precarietà del presente.
In un’epoca in cui tutto è performativo, anche il dolore, vedere una conduttrice interrompere il flusso televisivo per lasciarsi attraversare dall’emozione è quasi un atto politico.
La puntata non ha risolto i misteri della morte di Helena Comin, ma ha aperto una riflessione più ampia: sulla sanità, sulla responsabilità, sulla ferocia dei social e sulla fragilità dell’esistenza.

