Sergio Mattarella con Valentino RossiSergio Mattarella con Valentino Rossi

Cortina d’Ampezzo tra storia e spettacolo: la sfilata che riporta indietro di 70 anni

Alle 18:45 a Cortina d’Ampezzo inizia l’antipasto della cerimonia inaugurale: 34 associazioni del territorio sfilano tra i colori, con l’apertura del corpo musicale e l’Associazione Nazionale Alpini, in ricordo del 1956, quando le Penne Nere spostarono manualmente tonnellate di neve per salvare le Olimpiadi invernali. La Regina delle Dolomiti si ricorda così come molto più di una semplice succursale di Milano. Tra Krampus e piccole curiosità locali, la prima parte della serata anticipa la vera apertura ufficiale alle 20, puntando a esaltare la bellezza di Cortina e le sue Dolomiti, anche se per buona parte dello spettacolo gli occhi degli spettatori restano rivolti agli schermi che trasmettono Milano.

Federica Brignone
Federica Brignone

L’alzabandiera diventa un momento centrale: i Carabinieri ricevono il tricolore da Fulvio Valbusa, Christian Zorzi, Giorgio Di Centa e Pietro Piller Cottrer, con accanto il bambino di 11 anni rimasto a piedi sotto una nevicata per un biglietto sbagliato. I varchi poco chiari e i fotografi dietro gli spettatori complicano il tutto, ma la bellezza del percorso e il giuramento olimpico affidato a Stefania Constantini e Dominik Fischnaller restituiscono dignità al territorio ampezzano.


L’originalità italiana: Mattarella, Valentino Rossi e il tram n.26

La cerimonia di Milano porta il genio tutto italiano in scena. Il Presidente Sergio Mattarella diventa protagonista di un espediente scenico unico: arriva sul tram storico giallo n.26, omaggio all’anno olimpico, tra comuni cittadini, orchestrali della Scala e atleti, con Valentino Rossi alla guida. L’effetto sorpresa conquista pubblico e social: applausi e sorrisi per un’apertura dei Giochi all’insegna del Made in Italy.

Lo spettacolo mescola arte e leggerezza: dal tributo a Canova e alla musica classica di Verdi, Puccini e Rossini, fino al pop con Mariah Carey (il suo Volare fa discutere) e Laura Pausini, passando per il recital di Francesco Favino con l’Infinito di Leopardi. Milano e Cortina diventano scenografie complementari: il cuore pulsante della metropoli lombarda e la magia delle Dolomiti alpine connesse in un’unica narrazione olimpica.


Gli atleti e la parata diffusa: Italia chiude da Paese ospitante

Gli azzurri sfilano guidati da Arianna Fontana e Federico Pellegrino. Tra applausi, “ciao mamma” e sorrisi, la delegazione italiana si conferma protagonista. La sfilata diffusa include tutto il mondo: dalla Giamaica all’Ucraina, dal Brasile alla Giappone. Il messaggio è chiaro: la bellezza italiana e la cultura olimpica si fondono con lo sport globale. Giovanni Malagò ricorda che “La bellezza dell’Italia è patrimonio di tutti”. La pace, dopo gli appelli ONU e Papa Leone, viene simbolicamente rappresentata dai versi di Rodari recitati da Ghali e dalla colomba disegnata a terra dai ballerini.


Le gaffe in diretta e l’effetto social

Non mancano gli errori: Paolo Petrecca apre la diretta dicendo “Buonasera dallo Stadio Olimpico” e confonde Matilda De Angelis con Mariah Carey. Entrambi gli episodi, subito condivisi su X, diventano momenti virali, senza intaccare il fascino complessivo della cerimonia. Petrecca, scelto a sorpresa pochi giorni prima della diretta, è affiancato da Fabio Genovesi e Stefania Belmondo per la telecronaca Rai.


La fiamma olimpica e il gran finale

Il gran finale è tutto italiano: la torcia passa di mano tra Gustavo Thoeni, Sofia Goggia, Franco Baresi, Beppe Bergomi, le pallavoliste con Paola Egonu, Manuela Di Centa, Gerda Weissensteiner, Enrico Fabris, Deborah Compagnoni e Alberto Tomba. A Piazza Dibona, sotto la basilica dei Santi Filippo e Giacomo, Sofia Goggia accende il braciere olimpico, suggellando l’apertura dei Giochi Milano-Cortina 2026 tra spettacolo, eleganza, campioni e genio italiano.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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