Lollobrigida oro nei 5000 metri: come ha costruito la doppietta olimpica
Un ultimo scatto quando sembrava più non averne. Il vantaggio che scivolava via come ghiaccio sotto il sole, poi quel guizzo finale, dieci centesimi che separano la gloria dall’oblio. Francesca Lollobrigida si porta la mano al cuore e canta di nuovo l’inno d’Italia. Non è solo una vittoria: è una consacrazione.
Alla Milano Ice Skating Arena, la pattinatrice azzurra ha conquistato l’oro nei 5000 metri femminili con il tempo di 6’46”17, precedendo l’olandese Merel Conijn (+0.10) e la norvegese Ragne Wiklund (+0.17). Dopo l’oro nei 3000 metri, è la prima atleta italiana a vincere due ori alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Una doppietta che la proietta nella mitologia dello sport nazionale.
Milano Cortina 2026: perché questa vittoria cambia la storia dello sport italiano?
Lollobrigida non è più soltanto una campionessa: è un personaggio epico. Il quarto podio olimpico della sua carriera la colloca accanto alle grandi icone dello sport italiano, da Deborah Compagnoni a Dorothea Wierer, da Federica Brignone a Stefania Belmondo, con un dettaglio che rende la sua storia ancora più potente: questa è la vittoria della maturità, della maternità, della resilienza.
Nata il 7 febbraio 1991 a Frascati, pronipote della leggendaria Gina Lollobrigida, Francesca ha vissuto una stagione da incubo. “Volevo ritirarmi, è stata la stagione peggiore della mia vita, ho pianto tanto”, ha confessato senza filtri. A convincerla a non mollare sono stati il marito, la famiglia, la federazione. E oggi quella scelta pesa come una medaglia d’oro massiccio.
Maternità e rinascita: il segreto della campionessa azzurra
La maternità, spesso raccontata come una parentesi, per lei è stata una rinascita. Tommaso è nato nel 2023 e da allora tutto è cambiato: la prospettiva, la motivazione, il senso dello sport. “Le vittorie più belle sono quelle dopo essere diventata madre. Ho riscoperto me stessa come atleta, mamma e donna. Si può essere mamme e tornare più forti di prima”. Un manifesto, più che una frase.
Ex regina del pattinaggio in linea con 16 titoli mondiali, Lollobrigida vive tra Roma e Baselga di Piné, una vita divisa tra famiglia e allenamenti, tra normalità e ossessione olimpica. A Pechino 2022 aveva già conquistato argento nei 3000 e bronzo nella mass start, poi l’oro mondiale nei 5000 metri a Hamar nel 2025. Milano Cortina era il capitolo finale, quello della consacrazione.
Le rivali erano tutte lì: la leggenda ceca Martina Sáblíková, la norvegese Wiklund, la canadese Weidemann, l’olandese Conijn. Un pantheon di regine del ghiaccio. Ma Lollobrigida ha giocato la carta dell’esperienza, della testa, di quella nuova consapevolezza che solo chi ha toccato il fondo può avere.
Dieci centesimi. Una frazione di respiro. Una vita intera concentrata in un ultimo giro di pista.
Francesca Lollobrigida es la reina de estos Juegos Olímpcios
— DEPORTE OLÍMPICO (@depominoritario) February 12, 2026
Suma su segundo oro tras el conseguido en los 3.000 metros. Todo esto un año después de ser madre #MilanoCortina2026 pic.twitter.com/fF7yR6Jh2f
Dal ritiro sfiorato alla gloria eterna: la parabola di Francesca Lollobrigida
Per l’Italia è il sesto oro olimpico. Per Lollobrigida è il secondo. Ma soprattutto è la vittoria di un racconto: quello di una donna che stava per smettere, che ha scelto di restare, che è diventata madre e poi leggenda. In un’epoca di sport usa-e-getta, Lollobrigida è la prova che il tempo, quando lo sai domare, può diventare il tuo miglior alleato.
E mentre l’inno risuona e lei canta con la mano sul cuore, è chiaro a tutti: questa non è solo una medaglia. È una storia destinata a durare molto più di dieci centesimi.

