Il giornalista era originario di Torre del Greco
Si è spento a Roma, all’età di 84 anni, Mimmo Liguoro, storico giornalista e scrittore, volto noto dell’informazione Rai per oltre vent’anni. Nato a Torre del Greco il 16 luglio 1941, Liguoro è stato redattore capo e conduttore del TG2 dal 1982 al 1995, per poi passare alla guida del TG3 fino al 2006.
La notizia della scomparsa è stata diffusa dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Tra i primi a ricordarlo pubblicamente è stato il sindaco della sua città natale, Luigi Mennella, che ha scritto:
«Il giornalismo italiano perde un importante riferimento. Figura di spicco nel panorama culturale italiano, capace con le sue parole di far innamorare intere generazioni di Napoli e del Napoli».
Una carriera centrale nell’informazione Rai
Liguoro è stato uno dei volti più riconoscibili dell’informazione televisiva italiana. Negli anni ’80 ha condotto l’edizione di mezza sera del TG2, primo telegiornale collocato stabilmente in fascia serale intermedia tra l’edizione delle 19.45 e quella notturna.
Ha curato e condotto importanti rubriche di approfondimento culturale e di attualità, tra cui “Pegaso” – antesignana delle trasmissioni di approfondimento giornalistico fuori dai TG – “Gulliver”, “TG3 Cultura e spettacolo” e “TG2 Mattina”.
Con “Pegaso” seguì le vicende della Prima guerra del Golfo fino all’ingresso delle truppe americane in Kuwait, trasmissione che ottenne anche il Premio Regia Televisiva.
Tra gli eventi di cui ha realizzato le telecronache figurano la visita del presidente statunitense Bill Clinton ad Anzio, l’elezione al Quirinale di Francesco Cossiga, numerosi congressi dei principali partiti italiani e grandi manifestazioni sindacali.
Scrittore e docente universitario
Parallelamente alla carriera televisiva, Liguoro ha pubblicato diversi libri. Tra i più noti:
- Storie e poesie di un mascalzone latino (1993), biografia di Pino Daniele scritta a quattro mani con l’artista;
- I posteggiatori napoletani (1995);
- La civiltà del sorriso (2001);
- Elogio del giornalista (2005);
- Elogio della risata (2006).
Dopo il pensionamento nel giugno 2006, ha continuato a dedicarsi alla formazione: è stato componente delle commissioni d’esame dell’Ordine dei giornalisti per l’accesso alla professione e ha insegnato Teoria e pratica del giornalismo televisivo presso l’Università di Salerno.
Il legame con Napoli
Romano d’adozione ma profondamente legato alla sua terra d’origine, Liguoro è sempre rimasto vicino a Napoli e alla sua cultura. Grande tifoso del Napoli, è stato descritto come un intellettuale capace di raccontare la città con passione e profondità.
Il decesso è avvenuto nella notte a Roma, dove viveva da anni. Con la sua scomparsa, il giornalismo italiano perde una figura autorevole, protagonista di una stagione centrale dell’informazione televisiva pubblica.

