Addio a Don Mario Di Paolo, storico barbiere di via NizzaAddio a Don Mario Di Paolo, storico barbiere di via Nizza

Chi era Mario Di Paolo, il barbiere simbolo di via Nizza a Salerno

Salerno si è svegliata con una notizia che pesa come una saracinesca che si abbassa per sempre. Mario Di Paolo, storico barbiere di via Nizza, è morto giovedì 19 febbraio, pochi giorni dopo aver compiuto 93 anni l’11 febbraio. Era il più anziano barbiere della città, una figura di riferimento per tante generazioni.

Per una vita intera è stato “don Mario ‘o barbiere”, ma per molti era anche “il cavallaro”. Due identità, una sola storia. La sua bottega è stata un presidio umano prima ancora che commerciale: generazioni di salernitani si sono alternate sulla sua poltrona, tra dopobarba al mentolo e racconti di guerra.

Originario di Ogliara, cresciuto negli anni difficili del conflitto, Mario aveva iniziato come ragazzo di bottega negli anni ’50. Poi aveva rilevato l’attività, trasformando il salone in un luogo di incontro e di memoria collettiva.


Una vita tra forbici e calesse: perché era chiamato “il cavallaro”?

La parola chiave è una sola: passione. E nel caso di Mario Di Paolo la passione aveva quattro zampe. Ereditata dal padre, l’amore per i cavalli lo aveva accompagnato per decenni. Prima nella zona del mulino, a Fratte, e poi in zona Cappelle, aveva la stalla. Fino ai 70 anni ha avuto un cavallo; fino a pochi anni fa saliva ancora in sella.

Era tra gli ultimi a Salerno a possedere un calesse. Da ragazzo accompagnava i turisti con la carrozza, in età matura faceva salire i bambini sul cavallo, regalava sorrisi e fotografie. Quando il salone era chiuso, lui non si fermava: girava per la città con il suo cavallo, come un personaggio uscito da un’altra epoca.

In un tempo in cui tutto corre, Mario camminava al ritmo degli zoccoli sull’asfalto. E quella lentezza era un lusso.


Gli ultimi giorni: la caduta e il peggioramento improvviso

Fino a dieci giorni prima della morte era autonomo. Si muoveva con il pullman, e gli autisti lo ricordano con affetto. Lo vedevano salire e scendere con passo ancora sicuro, salutare, scherzare. Era un uomo che non aveva mai voluto pesare su nessuno.

Poi la caduta. Un episodio improvviso che ha segnato l’inizio del peggioramento. In pochi giorni le condizioni si sono aggravate, fino al decesso avvenuto giovedì sera, 19 febbraio 2026.

Aveva spento 93 candeline l’11 febbraio. Un compleanno che oggi suona come un ultimo giro di giostra, una celebrazione discreta prima dell’addio.


L’ultimo saluto a Sant’Agnese

L’ultimo saluto a Mario Di Paolo si è tenuto sabato 21 febbraio presso la chiesa di Sant’Agnese, a Sava di Baronissi. Dopo la messa, un passaggio simbolico davanti al suo storico salone di via Nizza: un gesto che ha il sapore di un commiato collettivo, quasi un inchino della città al suo barbiere.

Poi la cremazione e la tumulazione. Riposerà accanto all’amata moglie, chiudendo un cerchio affettivo che era stato il centro silenzioso della sua vita.

La veglia funebre è stata allestita presso la sala del commiato di Tommaso Guariglia, luogo scelto per raccogliere l’abbraccio di amici, clienti, conoscenti.


Il commosso ricordo dei figli

La scomparsa di Mario Di Paolo è la fine di un capitolo di storia popolare. È la perdita di una memoria vivente che aveva attraversato la guerra, la ricostruzione, il boom economico e l’era digitale restando sempre fedele a sé stesso.

Nel suo salone non si tagliavano solo capelli: si costruivano relazioni. Si parlava di calcio, di politica, di figli e nipoti. Si tramandavano aneddoti. Si respirava appartenenza. Con lui se ne va un pezzo di via Nizza. Ma resta il ricordo di una vita vissuta tutta, fino in fondo, con la dignità semplice di chi non ha mai smesso di lavorare, di amare, di salutare.

Commovente la dedica dei figli, Rodolfo e Luca, che da lui avevano ereditato la passione per l’attività da barbiere e la storica attività di via Nizza dove proseguiranno il percorso da lui tracciato con passione e dedizione. Affrante le figlie Loredana e Sandra. “Era facile conoscerlo, ma ancora più facile volergli bene e stringere un rapporto di sincera amicizia. Ciao don Mario ti ricorderemo per la tua simpatia e per il tuo sorriso”.

Mario Di Paolo
Mario Di Paolo

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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