Dramma sul volo EasyJet, donna accusa malore e muoreAllergia in volo, l'incubo di un passeggero su un volo EasyJet

Cosa è successo sul volo easyJet diretto a Belfast?: “easyJet mi ha lasciato a terra”

Un’emergenza in volo, poi un caso che diventa mediatico. Un passeggero diretto a Belfast ha accusato easyJet di averlo “abbandonato” in Francia dopo un dirottamento causato da una grave reazione allergica alle noci.

Il volo, partito da Malaga, è stato costretto ad atterrare a Brest quando l’uomo si è sentito male durante il tragitto. Una volta a terra, è stato assistito dai soccorsi e dimesso dopo le cure.

Fin qui, una procedura standard. Ma è dopo l’atterraggio che la vicenda prende una piega controversa.

Il racconto del passeggero: “Ho seguito tutto, ma mi hanno bloccato”

Secondo la versione del viaggiatore, tutto sembrava risolto. La compagnia gli avrebbe prenotato un nuovo itinerario: Brest-Londra e poi Londra-Belfast.

Prima di ripartire, però, gli sarebbe stato richiesto un certificato medico di idoneità al volo. L’uomo si è sottoposto a una visita completa in una clinica locale, ottenendo il via libera.

Non solo: avrebbe anche dimostrato di avere con sé più dispositivi salvavita (EpiPen), come richiesto.

Eppure, una volta al gate, arriva il colpo di scena.

“Il pilota non mi vuole a bordo”

Il passeggero racconta di essere stato fermato all’imbarco con una motivazione inattesa: il pilota non avrebbe autorizzato la sua presenza a bordo.

Un rifiuto senza confronto diretto, secondo il suo racconto. Nessuna possibilità di chiarimento, nessuna alternativa immediata.

A quel punto, il viaggio si trasforma in un percorso a ostacoli.

Il ritorno a casa tra scali e spese: oltre 3.000 sterline

Rimasto senza soluzioni immediate con la compagnia, il viaggiatore sostiene di aver dovuto organizzare autonomamente il rientro.

Un itinerario complesso: Francia, Parigi, Londra e infine Dublino, prima di raggiungere l’Irlanda del Nord. Il tutto con costi che superano le 3.000 sterline.

“Se non avessi avuto i soldi, cosa avrei fatto?”, si chiede, sottolineando anche il paradosso: più voli e più esposizione al rischio nonostante la sua condizione.

La polemica sulla versione ufficiale

A far esplodere definitivamente il caso è la comunicazione iniziale della compagnia, che parlava di un rientro completato già nella stessa giornata.

Una versione che il passeggero contesta duramente, definendola “assurda” e lontana dalla realtà dei fatti.

easyJet, successivamente, ha chiarito di non essere stata a conoscenza del mancato imbarco sul volo alternativo al momento della prima dichiarazione.

La risposta di easyJet e il possibile rimborso

La compagnia ha fatto sapere che il team di assistenza clienti è in contatto con il passeggero per valutare il rimborso delle spese sostenute e analizzare l’accaduto.

Resta però il nodo centrale: la gestione del caso e le decisioni operative che hanno portato al mancato imbarco.

Sicurezza vs diritti del passeggero: il caso apre un dibattito

La vicenda solleva una questione più ampia: fino a che punto le compagnie possono limitare l’imbarco per motivi sanitari, anche in presenza di certificazioni mediche?

Da un lato la sicurezza del volo, dall’altro il diritto del passeggero a non essere lasciato senza assistenza.

Un equilibrio delicato che, in questo caso, sembra essersi incrinato. E che ora potrebbe finire sotto esame.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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