Micaela RamazzottiMicaela Ramazzotti

Micaela Ramazzotti, dalla Gazza ladra della nonna ai ‘colpi’ alla Rinascente a Belve

Tra i momenti più sorprendenti dell’intervista a Belve del 7 aprile, Micaela Ramazzotti ha raccontato con tono leggero alcuni episodi legati alla sua adolescenza, definendoli apertamente “trasgressioni”.

Rispondendo alle domande di Francesca Fagnani, l’attrice ha ricordato che da bambina prendeva piccoli oggetti preziosi alla nonna (dal crocifisso alle fedi), scherzando sul fatto che potesse esserci una “gazza ladra”.

Un racconto che resta nel registro dell’ironia e del ricordo, senza alcuna enfasi.

Gli episodi nei negozi: “Una trasgressione divertente”

Ramazzotti ha poi parlato anche di episodi avvenuti da più giovane, quando insieme ad alcune amiche capitava di prendere oggetti nei grandi magazzini, come la Rinascente o Coin.

“Mi portavo dietro i tronchesi del liceo artistico. Eravamo in tre… è stata una trasgressione divertente. Poi rivendevamo davanti scuola, lavoravo non è che mi serviva”, ha detto, mantenendo un tono leggero e senza drammatizzare quei comportamenti, ricondotti a una fase della vita.

In un’occasione è stata anche fermata, ma senza conseguenze. “Avevamo già sistemato tutto”. Poi ha precisato di non aver mai preso nulla sul set. “Poi pago le tasse”,

Il racconto senza enfasi: “Sono episodi del passato”

Nel corso dell’intervista, l’attrice ha accennato anche a un episodio più recente, sempre raccontato con ironia, senza aggiungere dettagli o enfasi particolari. “L’ultima cosa che ho rubato è un profumo di scarso valore. Sai i golf lunghi, vai lì… É successo cinque anni fa” – ha aggiunto dopo che Fagnani l’ha invitata a fare i conti sulla prescrizione.

Il senso del racconto resta chiaro: episodi isolati, legati a momenti diversi della sua vita, oggi ricordati con distacco.

Tra ironia e momenti personali

Oltre a questi passaggi più leggeri, l’intervista ha toccato anche temi personali, come la fine del matrimonio con Paolo Virzì.

Ramazzotti ha parlato di un periodo difficile, spiegando di aver vissuto momenti complicati, alternando riflessioni più intime a battute ironiche, nello stile diretto che caratterizza il programma.

Un racconto nel tono di Belve

Il passaggio sui furtarelli si inserisce perfettamente nel clima di Belve: domande dirette, risposte sincere, spesso ironiche.

Nessuna costruzione scandalistica, ma semplicemente il racconto di episodi personali, riportati dall’attrice con leggerezza e consapevolezza.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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