La circolare del Ministero della Salute chiarisce i rischi reali del virus Andes: sorveglianza attiva per i contatti della nave Hondius
Attraverso una nuova circolare firmata dal capo del Dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello e dal direttore della Prevenzione Sergio Iavicoli, il Ministero ha ribadito un concetto preciso: al momento non esiste alcun pericolo concreto di diffusione dell’Hantavirus in Italia.
Allo stesso tempo, però, sono state attivate misure di sorveglianza molto rigide per i passeggeri e i contatti considerati a rischio.
Quarantena fino a 42 giorni per i contatti ad alto rischio
Le indicazioni sanitarie prevedono per i soggetti classificati come “contatti ad alto rischio” una quarantena fiduciaria di sei settimane, cioè 42 giorni.
Tra le persone monitorate ci sono tutti coloro che erano a bordo della nave Hondius, esclusi gli esperti sanitari saliti successivamente a Capo Verde, oltre a partner intimi, conviventi e persone che abbiano avuto contatti fisici diretti con casi sospetti o confermati del virus Andes.
La circolare raccomanda isolamento in stanza singola, distanza di almeno due metri dai familiari, utilizzo separato di stoviglie e ambienti ben ventilati.
È inoltre previsto un monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte delle autorità sanitarie locali.
Perché il Ministero insiste sul fatto che non ci sia un’emergenza
Il punto centrale chiarito dagli esperti riguarda soprattutto il tipo di virus coinvolto.
Il ceppo Andes, responsabile del focolaio sulla nave, ha come principale serbatoio naturale un roditore presente nelle regioni meridionali del Sud America e non in Italia.
Nella circolare si sottolinea che nel nostro Paese sono stati registrati soltanto pochissimi casi sporadici di Hantavirus, quasi sempre legati a esposizioni avvenute all’estero o in aree di confine europee.
Alcuni roditori sieropositivi ad altri ceppi del virus sono stati individuati nel Nord Italia, soprattutto in Trentino, ma si tratta di varianti differenti rispetto al ceppo Andes coinvolto nell’attuale focolaio.
I quattro casi monitorati in Italia
Attualmente in Italia sono monitorate quattro persone rientrate dal viaggio collegato alla nave Hondius (esposto sul volo KLM dove è salita la donna sudafricana deceduta).
Tra loro ci sono un marittimo di Torre del Greco e un giovane di Villa San Giovanni, entrambi sottoposti a quarantena obbligatoria con ordinanze firmate dai rispettivi sindaci.
Le disposizioni prevedono isolamento domiciliare, monitoraggio della temperatura e uso di mascherine Ffp2 in presenza di altre persone.
Sono sotto osservazione anche una donna residente a Firenze e un cittadino sudafricano isolato in Veneto.
Secondo quanto riferito dal ministro della Salute Orazio Schillaci, tutti risultano attualmente asintomatici.
Il tema vaccino: “Oggi possiamo svilupparlo rapidamente”
Tra gli aspetti più discussi delle ultime ore c’è anche la possibilità di arrivare rapidamente a un vaccino contro l’Hantavirus nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare.
A parlarne è stato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria.
Secondo Cattani, la strada scientifica per sviluppare un vaccino è “assolutamente percorribile”, anche se oggi non esisterebbero condizioni tali da rendere necessario un programma urgente di vaccinazione.
Il presidente di Farmindustria ha ricordato come, dopo l’esperienza del Covid, la ricerca abbia acquisito strumenti molto più rapidi per affrontare nuove emergenze sanitarie.
“Oggi abbiamo la scienza e la tecnologia per dare risposte molto veloci”, ha spiegato, citando proprio il vaccino anti-Covid sviluppato in meno di un anno come esempio della capacità attuale della ricerca internazionale.
Il vero timore degli esperti: non abbassare la guardia
Pur escludendo un’emergenza immediata, gli esperti continuano a sottolineare un aspetto importante: i virus possono evolversi e cambiare comportamento nel tempo.
Per questo motivo sono stati attivati tracciamenti, controlli negli aeroporti e monitoraggi costanti sui soggetti esposti.

