Alessandro CoattiAlessandro Coatti

Il biologo italiano sarebbe stato attirato con l’inganno tramite un’app di incontri

Arrivano le prime condanne per l’omicidio di Alessandro Coatti, il biologo italiano assassinato il 5 aprile 2025 a Santa Marta, in Colombia, in un caso che aveva sconvolto sia l’Italia sia il Paese sudamericano per l’efferatezza del delitto.

La Procura generale colombiana ha annunciato che cinque persone coinvolte nella vicenda sono state condannate dopo aver ammesso le proprie responsabilità davanti ai giudici.

Ma è soprattutto la ricostruzione degli investigatori sugli ultimi momenti vissuti dal ricercatore ferrarese a riportare l’attenzione su uno dei casi più scioccanti degli ultimi mesi.

La trappola tramite un’app di incontri

Secondo quanto ricostruito dalla Procura e accolto dal tribunale, Alessandro Coatti sarebbe stato attirato in una vera e propria trappola.

Il biologo, originario di Longastrino, in provincia di Ferrara, sarebbe stato contattato tramite un’applicazione di incontri e convinto a raggiungere una casa nel quartiere El Pando, a Santa Marta.

Una volta arrivato nell’abitazione, il ricercatore sarebbe stato sequestrato dal gruppo criminale che voleva impossessarsi del telefono e degli oggetti di valore della vittima.

Da lì la situazione sarebbe precipitata rapidamente.

L’omicidio e il corpo smembrato

Secondo gli inquirenti colombiani, Alessandro Coatti sarebbe stato ucciso per asfissia durante l’aggressione.

Successivamente il corpo sarebbe stato smembrato e abbandonato in diversi punti della città caraibica.

Un dettaglio che aveva provocato enorme impressione sia in Colombia sia in Italia, trasformando il caso in uno dei più seguiti dalla stampa internazionale.

Le indagini della Procura hanno portato all’identificazione di più persone coinvolte nella pianificazione e nella gestione del delitto.

Chi sono i condannati e cosa hanno ammesso

Tre imputati – Isaac Enrique Marquez Charris, Brayan Augusto Cantillo Salcedo e Oswall Moises Ospino Navarro – sono stati condannati a 25 anni e 10 mesi di carcere.

Le accuse nei loro confronti comprendono:

  • omicidio aggravato
  • rapina aggravata
  • occultamento e distruzione di prove

Secondo la Procura, tutti avrebbero avuto un ruolo diretto nel sequestro e nell’uccisione del biologo italiano.

Jose Angel Lizcano ha invece ricevuto una condanna a due anni e mezzo per aver distribuito i resti del corpo in varie zone della città all’interno di sacchi di plastica.

Condanna a due anni anche per Andrea Camila Verdugo Escorcia, accusata di omissione di denuncia. Gli investigatori ritengono infatti che fosse a conoscenza del delitto senza aver avvisato le autorità.

Altri due imputati risultano ancora in attesa di giudizio.

Un caso che aveva sconvolto anche l’Italia

L’omicidio di Alessandro Coatti aveva avuto un forte impatto mediatico anche per la brutalità della vicenda e per il profilo della vittima.

Il biologo italiano si trovava in Colombia quando sarebbe stato adescato dal gruppo attraverso l’app di incontri, senza immaginare che dietro quell’appuntamento si nascondesse una rapina sfociata in omicidio.

La confessione degli imputati rappresenta ora un primo punto fermo nell’inchiesta, ma il caso continua a lasciare aperti molti interrogativi soprattutto sulle modalità con cui il gruppo avrebbe organizzato la trappola.

E proprio questo aspetto continua a colpire maggiormente l’opinione pubblica.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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