L’Anm esprime “forte preoccupazione” per l’ispezione del Ministero della Giustizia al Tribunale per i minorenni dell’Aquila
Si allarga lo scontro istituzionale sul caso della “Famiglia nel bosco”, la vicenda dei tre bambini allontanati dai genitori che da settimane sta alimentando polemiche politiche e giudiziarie. A intervenire ora è stata la Giunta esecutiva centrale dell’Anm, che ha espresso “preoccupazione” per le modalità con cui starebbe proseguendo l’ispezione del Ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Secondo l’Associazione nazionale magistrati, alcuni aspetti dell’attività ispettiva rischierebbero di incidere sui delicati equilibri tra controllo amministrativo e autonomia della funzione giudiziaria. Una presa di posizione che ha immediatamente provocato la dura reazione del vicepremier Matteo Salvini e della Lega.
L’Anm: “L’indipendenza dei giudici va tutelata”
Nel documento diffuso dall’Anm viene sottolineato che la questione “merita attenta verifica nelle sedi competenti”, ma soprattutto viene ribadito un principio ritenuto fondamentale: “l’indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini”.
L’associazione dei magistrati evidenzia inoltre come desti “perplessità” il fatto che, secondo quanto emerso, l’attività ispettiva si sarebbe estesa anche allo sviluppo di un procedimento ancora in corso. Un elemento che, secondo l’Anm, potrebbe avere conseguenze sui rapporti tra funzione giurisdizionale e controlli ministeriali.
La Giunta ha quindi auspicato un “tempestivo chiarimento” da parte del Consiglio superiore della magistratura, già investito formalmente della vicenda.
La presidente del Tribunale scrive al Csm
A rendere ancora più delicato il quadro è stata la decisione della presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Nicoletta Orlandi, di rivolgersi direttamente al Csm con un quesito urgente.
Secondo quanto trapelato, Orlandi avrebbe chiesto al Consiglio di stabilire se le modalità operative degli ispettori inviati dal Ministero possano essere considerate legittime oppure se rischino di risultare eccessivamente invasive rispetto all’autonomia dei magistrati.
Nel mirino ci sarebbero richieste legate al monitoraggio dell’andamento del procedimento e all’acquisizione di eventuali atti istruttori e provvedimenti successivi adottati dai giudici sul caso della famiglia.
Un passaggio che potrebbe trasformare una vicenda giudiziaria già molto discussa in un vero caso istituzionale.
Salvini e la Lega all’attacco: “Pensino ai bambini”
Durissima la replica arrivata dal leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, che sui social ha accusato l’Anm di preoccuparsi più dei magistrati che dei minori coinvolti.
“Preoccupati per il lavoro dei loro colleghi magistrati, non per la salute di quei tre bambini strappati da mesi all’amore di mamma e papà. Vergognatevi!”, ha scritto Salvini.
Sulla stessa linea anche la Lega, che ha rilanciato il messaggio parlando di presunte interferenze nella gestione del caso della cosiddetta “Famiglia nel bosco”.
Le dichiarazioni hanno immediatamente acceso il dibattito politico e mediatico attorno a una vicenda che continua a dividere opinione pubblica, istituzioni e mondo giudiziario.
Perché il caso sta diventando sempre più delicato
La vicenda della “Famiglia nel bosco” non riguarda più soltanto il procedimento sui minori, ma sta assumendo i contorni di uno scontro più ampio tra politica e magistratura.
Da una parte il Ministero della Giustizia e chi chiede verifiche approfondite sull’operato del Tribunale. Dall’altra l’Anm e parte della magistratura che vedono il rischio di possibili pressioni sull’autonomia dei giudici durante un procedimento ancora aperto.
Un equilibrio delicatissimo che il Csm sarà ora chiamato a valutare attentamente. E proprio la risposta del Consiglio superiore della magistratura potrebbe diventare decisiva per evitare ulteriori tensioni istituzionali.
Negli ultimi anni il tema del rapporto tra politica, ispezioni ministeriali e indipendenza della magistratura è tornato più volte al centro del dibattito pubblico. Ma in questo caso il coinvolgimento di minori e l’enorme esposizione mediatica stanno rendendo la situazione ancora più esplosiva.

