L'ex senatore Pillon nuovo legale della Famiglia del BoscoL'ex senatore Pillon nuovo legale della Famiglia del Bosco

‘Non c’era una visione comune’: altro cambio nella difesa dei genitori ai quali è stata sospesa la potestà

Nuovo colpo di scena nel caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”, la coppia anglo-australiana finita al centro della vicenda che ha portato il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila a sospendere la potestà genitoriale e a trasferire i figli minori in una struttura protetta nel Chietino.

Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno infatti rinunciato all’incarico di difensori della coppia. Una decisione che segna l’ennesimo cambio di strategia legale in una vicenda già estremamente delicata e mediatica.

A spiegare le ragioni dell’addio è stata la stessa avvocata Solinas:

«Non c’era una visione comune».

Arriva Simone Pillon nella difesa della coppia

A prendere in mano il caso sarà ora Simone Pillon, ex senatore della Lega, noto per le sue battaglie sul diritto di famiglia e tra i principali promotori del Family Day.

Pillon ha confermato di avere ricevuto il mandato dalla coppia e ha spiegato quale sarà il primo passo della nuova difesa:

«Come prima cosa leggeremo tutte le carte».

Il nuovo legale dovrà ora affrontare una situazione giudiziaria molto complessa, soprattutto dopo la perizia psicologica depositata a fine aprile dalla psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnico del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

La battaglia sulla perizia psicologica

Al centro della vicenda resta infatti la valutazione sull’idoneità genitoriale dei coniugi.

Proseguirà invece il lavoro dello psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa già nominato dai precedenti legali, chiamato a contrastare le conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio.

La relazione della psichiatra Ceccoli rappresenta uno degli elementi più delicati dell’intero procedimento aperto dal Tribunale minorile.

I precedenti attriti con gli avvocati

Femminella e Solinas erano subentrati lo scorso novembre all’avvocato Giovanni Angelucci, primo difensore della coppia.

Già allora il rapporto tra i genitori e il loro legale si era interrotto tra tensioni e divergenze sulla linea difensiva.

Angelucci aveva parlato apertamente di un atteggiamento “oppositivo” dei suoi assistiti rispetto alle strategie concordate, spiegando di non poter portare avanti:

«Una difesa monca e non aderente alla linea difensiva».

Tra i motivi dello scontro sarebbero emersi anche i rifiuti della coppia rispetto a possibili soluzioni abitative alternative e a un progetto di ristrutturazione dell’immobile in cui vivevano.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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