La seconda prova scritta della Maturità 2026 ha confermato la tradizione degli esami di Stato, proponendo prove differenti per ciascun indirizzo di studi ma accomunate dall’obiettivo di verificare le competenze maturate dagli studenti durante il percorso scolastico. Per il Liceo Classico il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha scelto una versione di latino tratta dall’Institutio oratoria di Marco Fabio Quintiliano, autore che mancava dall’esame dal 2013. Allo Scientifico, invece, i candidati hanno affrontato due problemi e otto quesiti di matematica, mentre al Linguistico la prova di inglese ha preso spunto dalle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Quintiliano torna protagonista al Liceo Classico
La scelta è ricaduta sul primo libro dell’Institutio oratoria, l’opera più importante di Quintiliano, considerata uno dei testi fondamentali della pedagogia e della retorica latina. Il trattato, composto tra il 90 e il 96 d.C. e dedicato a Marco Vitorio Marcello per l’educazione del figlio Geta, raccoglie l’esperienza maturata dall’autore in circa vent’anni di insegnamento.
Nel brano assegnato ai maturandi il tema centrale è il valore educativo e terapeutico della musica, presentata come elemento indispensabile nella formazione del perfetto oratore e, più in generale, del buon cittadino. Quintiliano richiama filosofi come Pitagora, Platone e Socrate, oltre agli esempi della tradizione spartana e delle legioni romane, per sostenere che la musica contribuisce non soltanto alla crescita culturale dell’individuo, ma anche alla disciplina, alla coesione e alla capacità di affrontare la fatica.
Il testo in latino del brano:
Atqui claros nomine sapientiae viros nemo dubitaverit studiosos musices fuisse, cum Pythagoras atque eum secuti acceptam sine dubio antiquitus opinionem vulgaverint mundum ipsum ratione esse conpositum, quam postea sit lyra imitata, nec illa modo contenti dissimilium concordia, quam vocant ἁρμονίαν sonum quoque his motibus dederint.
Nam Plato cum in aliis quibusdam tum praecipue in Timaeo ne intellegi quidem nisi ab iis, qui hanc quoque partem disciplinae diligenter perceperint, potest. De philosophis loquor, quorum fons ipse Socrates iam senex institui lyra non erubescebat: duces maximos et fidibus et tibiis cecinisse traditum, exercitus Lacedaemoniorum musicis accensos modis. Quid autem aliud in nostris legionibus cornua ac tubae faciunt?
Quorum concentus quanto est vehementior, tantum Romana in bellis gloria ceteris praestat. Non igitur frustra Plato civili viro, quem πολιτικόν vocat, necessariam musicen credidit. Et eius sectae, quae aliis severissima, aliis asperrima videtur, principes in hac fuere sententia, ut existimarent sapientium aliquos nonnullam operam his studiis accommodaturos et Lycurgus, durissimarum Lacedaemoniis legum auctor, musices disciplinam probavit. Atque eam natura ipsa videtur ad tolerandos facilius labores velut muneri nobis dedisse, si quidem et remigem cantus hortatur;
nec solum in iis operibus, in quibus plurium conatus praeeunte aliqua iucunda voce conspirat, sed etiam singulorum fatigatio quamlibet se rudi modulatione solatur.
La traduzione
Eppure, nessuno potrebbe dubitare che uomini famosi per la loro sapienza siano stati dotti di musica, dal momento che Pitagora e i suoi seguaci diffusero la dottrina, senza dubbio ricevuta dall’antichità, secondo cui il mondo stesso è stato strutturato in base a un principio razionale che la lira, in seguito, ha imitato; e non contenti solo di quella concordanza di elementi discordanti, che chiamano armonia, attribuirono a questi movimenti anche un suono.
Infatti Platone, come in certi altri passi, così specialmente nel Timeo, non può essere compreso se non da coloro che hanno appreso con diligenza anche questa parte della disciplina. Parlo dei filosofi, la cui stessa fonte, Socrate, ormai vecchio, non si vergognava di farsi istruire nella lira: si tramanda che grandissimi condottieri abbiano suonato la cetra e i flauti, e che gli eserciti dei Lacedemoni (Spartani) fossero infiammati da ritmi musicali.
Che cos’altro fanno, d’altronde, i corni e le tube nelle nostre legioni? Il cui suono all’unisono, quanto più è impetuoso, tanto più la gloria romana si distingue nelle guerre rispetto agli altri popoli. Non invano, dunque, Platone credette che la musica fosse necessaria all’uomo politico, che egli chiama politikòn (πολιτικόν). E i massimi esponenti di quella scuola filosofica (lo Stoicismo) che a taluni sembra la più severa, a talaltri la più rigida, furono di questo parere: ritennero cioè che alcuni dei sapienti avrebbero dedicato non poco impegno a questi studi; e anche Licurgo, autore di leggi durissime per i Lacedemoni, approvò la disciplina della musica.
E la natura stessa sembra avercela data quasi come un dono per sopportare più facilmente le fatiche, se è vero che il canto incoraggia persino il vogatore; e non solamente là dove lo sforzo collettivo viene compiuto ritmicamente con una lieta canzone intonata da qualcuno, ma anche nel lavoro compiuto da soli, qualsiasi motivo, anche se popolare, suole alleviare la fatica.
I quesiti richiesti dopo la traduzione
La seconda parte della prova non si limita alla traduzione dal latino. Agli studenti viene infatti richiesto di sviluppare una riflessione articolata attraverso tre quesiti a risposta aperta.
Il primo riguarda la comprensione e l’interpretazione del brano, con particolare attenzione alla tesi sostenuta da Quintiliano sul ruolo della musica nella formazione dell’oratore.
Il secondo invita ad analizzare le scelte linguistiche e stilistiche, soffermandosi sul lessico della musica, della vita civile e sul linguaggio filosofico impiegato dall’autore.
Infine, l’ultima richiesta propone un approfondimento personale, mettendo a confronto il ruolo della musica nella società antica con quello che essa continua a ricoprire nel mondo contemporaneo.
Matematica allo Scientifico tra funzioni, probabilità e Lago di Bracciano
Per gli studenti del Liceo Scientifico la seconda prova è stata dedicata alla matematica con una struttura ormai consolidata: due problemi tra cui scegliere e otto quesiti.
Le tracce spaziano dallo studio di funzione fino a un’applicazione pratica collegata al livello del Lago di Bracciano. Tra gli esercizi trovano spazio anche situazioni ispirate allo sport e al calcolo delle probabilità, con riferimenti a un torneo di pallavolo, a una partita di scopone e al gioco “Cover the Spot”.
Non manca un richiamo interdisciplinare con una citazione di Albert Einstein, tratta dalla conferenza Geometrie und Erfahrung del 1921, oltre a un quesito collegato al terremoto del Friuli del 1976.
Al Linguistico una prova dedicata allo sport e all’inclusione
Gli studenti del Liceo Linguistico hanno affrontato la seconda prova di inglese partendo dal messaggio del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres dedicato alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
La produzione scritta richiede la realizzazione di un articolo per il giornale scolastico sullo sport come strumento di fair play, rispetto, inclusione e lavoro di squadra.
Nella parte dedicata alla comprensione del testo compaiono inoltre un saggio sul dibattito relativo agli organismi geneticamente modificati e un brano tratto dal romanzo “On Beauty” della scrittrice britannica Zadie Smith.
La Maturità entra nella fase decisiva
Con la seconda prova scritta entra nel vivo la fase conclusiva dell’Esame di Stato 2026. Dopo il tema di italiano, gli studenti affrontano la materia caratterizzante del proprio indirizzo prima di prepararsi al colloquio orale.
Per i maturandi del Classico l’attenzione resta concentrata soprattutto sulla versione di Quintiliano, destinata a essere una delle tracce più discusse di questa sessione d’esame. L’autore latino, già protagonista della Maturità nel 2013, torna così al centro dell’Esame di Stato con un testo che unisce educazione, filosofia e riflessione civile, confermando l’attualità di un pensiero che continua ancora oggi a interrogare studenti e docenti.

