Pavese e Brancati sorprendono i maturandi
Le tracce della prima prova della Maturità 2026 hanno sorpreso gran parte degli studenti italiani. All’uscita dagli istituti, tra oltre 500mila maturandi, il commento più ricorrente è stato lo stesso: “Ci aspettavamo temi sull’Intelligenza artificiale e sui social, invece il Ministero ha scelto altro”.
Lo spiazzamento iniziale, però, ha lasciato presto spazio all’ottimismo. Terminata la prova di italiano, molti ragazzi hanno giudicato le tracce comunque affrontabili e ora l’attenzione è già rivolta alla seconda prova scritta.
“Ci aspettavamo temi sui social e sull’Intelligenza artificiale, ma alla fine erano tracce fattibili”, hanno raccontato diversi studenti all’uscita dalle scuole.
Pavese e Brancati sorprendono i maturandi
A sorprendere maggiormente sono stati gli autori scelti dal Ministero dell’Istruzione per la Tipologia A.
Molti candidati si aspettavano nomi come Giovanni Verga, Gabriele D’Annunzio o Luigi Pirandello, considerati tra i favoriti della vigilia. Invece il Ministero ha sparigliato le carte proponendo Cesare Pavese nella veste di poeta con Passerò per Piazza di Spagna e Vitaliano Brancati con il brano I piaceri.
Due scelte giudicate insolite da numerosi studenti, anche perché spesso non approfondite durante il programma scolastico.
La traccia su Saragat era la più attesa
Se gli autori hanno colto tutti di sorpresa, diversa è stata la situazione per il tema storico dedicato al discorso pronunciato da Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente.
L’anniversario degli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana era infatti una delle ricorrenze più pronosticate. Secondo l’Osservatorio Skuola.net, circa il 50% dei maturandi prevedeva proprio una traccia dedicata a questo argomento.
Niente IA, social e guerre
Le aspettative della vigilia puntavano soprattutto sui grandi temi dell’attualità. Molti studenti erano convinti che il Ministero avrebbe proposto un elaborato sull’Intelligenza artificiale, sull’uso dei social network o sui conflitti internazionali.
Invece le tracce della Tipologia C hanno seguito una strada diversa, privilegiando riflessioni più personali ed esistenziali attraverso i testi di Wenke Husmann, dedicato all’incanto, e di Mario Calabresi, incentrato sul valore della fatica.
Le reazioni degli studenti
Nonostante le sorprese, all’uscita dalle scuole il clima era decisamente più disteso rispetto all’ingresso.
C’è chi ha definito le tracce “fattibili” e chi, invece, le ha giudicate troppo classiche e poco vicine agli interessi della Generazione Z. Qualcuno le ha persino bollate come “vecchie e prevedibili”, mentre altri hanno apprezzato l’occasione di riflettere su temi meno legati alla cronaca e più ai valori personali.
Archiviata la prima prova, per i maturandi è già tempo di guardare alla giornata di domani, quando saranno chiamati ad affrontare la seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo di studio.

