Gapko e BonoGapko e Bono

Il portiere marocchino torna eroe ai rigori come in Qatar, il dramma dell’attaccante olandese: in campo appena tre giorni dopo la perdita del figlio

Ci sono partite che regalano qualificazioni. E ci sono partite che raccontano storie destinate a restare.

Marocco-Olanda è stata entrambe le cose.

Da una parte Yassine Bono, ancora una volta gigante tra i pali, capace di trascinare il Marocco agli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2026 come aveva già fatto quattro anni fa ai Mondiali del Qatar contro la Spagna. Dall’altra Cody Gakpo, un uomo prima ancora che un calciatore, capace di trovare la forza di segnare appena tre giorni dopo aver affrontato il dolore più devastante della sua vita.

Bono, l’uomo che trasforma i rigori in un incubo

Quando la partita è arrivata ai calci di rigore, in molti hanno pensato che la storia potesse ripetersi.

Ed è successo davvero.

Bono ha ipnotizzato Crysencio Summerville, confermandosi uno degli specialisti assoluti dagli undici metri. È stata la parata che ha spalancato la porta a Ismael Saibari, glaciale nel trasformare il rigore della qualificazione e far esplodere di gioia il Marocco.

Per gli africani è un’altra impresa storica. Per l’Olanda, invece, continua la maledizione dei rigori, una ferita che si riapre dopo le eliminazioni contro l’Argentina e tanti altri precedenti amari.

Il gol di Gakpo aveva commosso il mondo

Ma dentro questa partita ce n’era un’altra.

Tre giorni fa Cody Gakpo e la compagna Noa van der Bij avevano annunciato la morte del loro bambino durante la gravidanza.

“Con il cuore spezzato vi comunichiamo la devastante notizia della perdita del nostro bambino. Elijah Raphael Gakpo, amato per sempre.”

Parole che avevano commosso il mondo del calcio.

Molti immaginavano che l’attaccante avrebbe lasciato il ritiro della nazionale. Invece ha scelto di restare accanto ai compagni.

E contro il Marocco ha trovato anche il gol.

Per qualche minuto è sembrato che quel pallone in rete potesse trasformarsi nel finale perfetto, il regalo più bello per il piccolo Elijah e per la sua compagna.

Dal sogno al dramma in pochi minuti

Il destino, però, aveva scritto un’altra storia.

Dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari, sono stati i rigori a decidere tutto.

Il gol di Gakpo, quello che aveva fatto emozionare perfino i tifosi avversari, è rimasto soltanto un bellissimo frammento di una serata conclusa con le lacrime degli Orange.

L’Olanda saluta il Mondiale.

Il Marocco continua invece a sognare, trascinato ancora una volta dal suo portiere delle imprese impossibili.

La notte delle due facce della medaglia

È questa l’immagine che resterà del match.

Da una parte Bono, portato in trionfo dai compagni dopo l’ennesima impresa ai rigori.

Dall’altra Gakpo, applaudito da tutto il mondo per aver trovato il coraggio di scendere in campo con un dolore impossibile da raccontare.

Il calcio, in novanta minuti, ha mostrato ancora una volta le sue due facce: la gioia incontenibile di una qualificazione storica e il dramma di un padre che, nonostante tutto, ha trovato la forza di giocare e di segnare pensando al figlio che non potrà mai abbracciare.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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